Da De Zerbi a Farioli, perché l'Italia certi suoi allenatori non li vuole

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Marseille's Italian coach Roberto De Zerbi looks on during the UEFA Champions League league phase day 3 football match between Sporting CP and Olympique de Marseille at Jose Alvalade stadium in Lisbon on October 22, 2025. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)

Uno lo vuole il Tottenham, l'altro allena il Porto, Maresca è saltato da poco al Chelsea... e in Italia?

Alessandro Vocalelli

Opinionista

31 marzo 2026 (modifica alle 13:27) - MILANO

È strana la storia degli allenatori italiani. O meglio, è strana la storia di alcuni allenatori in Italia. Quelli che, chissà perché, godono di grande stima all’estero - si trovano al centro di progetti interessanti e importanti - ma invece faticano terribilmente a trovare posto da noi. Il caso più eclatante è sicuramente quello di De Zerbi, considerato un conoscitore e uno studioso di pallone, capace di convincere tanti club prestigiosi fuori dai confini, pronti ad assecondarlo in tutti i modi per averlo in panchina. L’ultimo caso è quello del Tottenham, che ha messo sul tavolo un contratto di cinque anni a dodici milioni di euro a stagione, lasciandogli addirittura la clausola di potersi liberare gratis in qualsiasi momento. 

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