Tutte le frizioni che hanno incrinato i rapporti in spogliatoio e acceso polemiche. Quando il tecnico disse "Non voglio accompagnare il morto" la situazione era già compromessa
Prima di riuscire a "compattare l’ambiente", forse Antonio Conte avrebbe dovuto preoccuparsi di ammorbidirsi nello spogliatoio: e ora ch’è finita, ma veramente e definitivamente, mentre volano gli stracci sporchi, riemerge dolente quest’anno intriso di fatti & fattacci, travagli pubblici e frizioni privati, un piccolo campionario che spiega... La madre e pure il padre di tutti gli scontri è racchiusa nella conferenza stampa shock del post-Bologna (9 novembre 2025, eravamo appena all’inizio) che diventa il manifesto di un disagio già emerso: "Non accompagno il morto".
gli scontri
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Ma il Napoli si sta già scollando - non sono quei cattivoni dei giornalisti a dirlo - ne aveva preso sei ad Eindhoven (il 21 ottobre), a Manchester alla prima di Champions (18 settembre) De Bruyne se n’era uscito al 26' in rispettoso silenzio, sostituito, causa inferiorità numerica ma a Milano (28 settembre) quando la lavagnetta gli indicò la strada dello spogliatoio ancora e di nuovo, ci fu la sfida televisiva dei labiali e l’espressione indiscutibile d’amarezza. Ci sarebbero, lo dicono loro mica sono leggende metropolitane, le frasi di Lang da Istanbul e poi i suoi like allusivi; il fallimento di alcune operazioni (Lucca, trentacinque milioni; e Beukema, divenuto l’ultimo nelle gerarchie, nonostante in trentadue milioni di euro); lo scontro con Lukaku che adesso verrebbe ridimensionato ma che è esistito, è nel gelo dei fatti; e infine, last but non least, il congedo gelido di Anguissa, all’ultima, che ha vissuto quattro delle ultime cinque di campionato in panchina.
frasi fatte. Anzi dette
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Che non siano stati dieci mesi semplici s’è visto ma si è soprattutto sentito, perché per avvertire i veleni basta ascoltare certe dichiarazioni che non hanno bisogno di essere interpretate: la valanga di infortuni muscolari ha rappresentato argomento di discussione pubblica e Conte, in maniera inopportuna, ha dirottato sullo staff medico ogni forma di pressione. Ma qui non si è salvato quasi nessuno, manco l’area comunicazione ("la fanno meglio gli altri"), finita nel tritacarne. Bisognava compattare l’ambiente, vero...



