Daniela ha un passato nel volley: “Ammiro Conegliano, le Pantere sono un mito”. Ora, però, punta a migliorarsi: “Mi servirebbe una compagna fissa...”
Federico Mariani
11 giugno - 18:45 - MILANO
Prima la pallavolo, poi il tennistavolo e, infine, il padel: questi sono gli sport in cui si è cimentata Daniela Legnani. Nata a Bollate, in provincia di Milano, il 19 settembre 1975 e residente a Saronno, ama la competizione, spinta dalla voglia di crescere. Proprio questo continuo miglioramento dei propri limiti le permetterà di partecipare alle fasi finali del Cupra Padel Tour 2026. L’occasione giusta per effettuare un altro passo avanti. Daniela, infatti, ha le idee molto chiare su come migliorarsi.
Daniela, come si è avvicinata al padel?
“Sono un’ex pallavolista. Ho giocato a livello agonistico per 25 anni. Poi mi sono dedicata al tennistavolo. Invece non ho mai praticato il tennis e forse è un bene per il padel (ride, ndr.). Per quanto riguarda proprio il padel, ho iniziato prendendo lezioni con le amiche ogni venerdì. Ho un carattere molto competitivo, mentre le mie amiche non volevano giocare, si accontentavano delle lezioni. Così mi sono iscritta a Playtomic e ho iniziato a giocare. Anche nell’azienda in cui lavoro c’è un canale con gruppi dedicati a tutti gli sport. Abbiamo fatto un torneo di padel e chi vinceva andava a giocare al Foro Italico di Roma con le altre divisioni. Ci sono riuscita ed è stato emozionante”.
Gioca sempre con lo stesso partner?
“No e mi piacerebbe cambiare questa abitudine. Vorrei avere una compagna fissa per incrementare la tecnica. Gioco tutte le settimane, ma solo con uomini. Il livello è diverso rispetto al femminile”.
Cosa le piace di questo sport?
“Sono molto determinata. Se mi vedo molto performante e mi piace, non mi risparmio. È stimolante, fisicamente richiede allenamento. È una combinazione tra strategia e movimento. Da una parte mi alleno, dall’altra parte, però, c’è la tattica. Ho una buona visione del campo e cerco palle che a volte sono rischiose”.
Ha avuto un idolo nello sport?
“Tifo Conegliano, le Pantere sono un mito. Mi piace Sarah Fahr, ammiro anche Gabi. E trovo incredibile Joanna Wolosz: è cresciuta tantissimo negli anni, diventando un riferimento tra le palleggiatrici. Nel padel, invece, mi piace Bea Gonzalez”.
Segue spesso il padel?
“Lo seguo sui canali social”.
Grazie al Cupra Padel Tour potrà provare a passare da amatrice a professionista. Cosa le piace di questo format?
“Sarebbe un sogno avvicinarmi ai professionisti, gareggiare a un livello più alto. Ora non sono ancora in condizione di farlo. Dovrei dedicarmi solo al padel e trovare una compagna fissa. Secondo me bisogna specializzarsi. Mi piacerebbe che nella mia zona facessero una squadra femminile, in modo da capire esattamente il mio livello”.



