Netto successo della squadra di Glasner con lo Shakhtar, un gol di Alemao regala la vittoria agli spagnoli
Alessandro Grandesso e Giuliano Adaglio
30 aprile - 23:28 - MILANO
Successi per Crystal Palace (3-1 allo Shakhtar Donetsk in Polonia) e Rayo Vallecano (1-0 sullo Strasburgo) nella semifinale di andata di Conference League. La squadra di Glasner domina con le reti Ismaila Sarr, Daichi Kamada e Jorgen Strand Larsen. Il Rayo Vallecano si impone 1-0 con il gol al 54' di Alemão in una partita combattuta.
rayo vallecano-strasburgo 1-0
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L'ha già fatto lo Strasburgo, ai quarti. Ma dovrà ripetersi, tra una settimana, in Alsazia per sperare di conquistare la prima finale della sua storia. Per adesso, è il Rayo Vallecano ad essere più vicino all'appuntamento, altrettanto inedito per il club spagnolo che si è aggiudicato il primo round con un gol di Alemao. Ma non è detto che possa bastare visto che i francesi, nel turno precedente hanno, ribaltato un doppio svantaggio, demolendo poi in casa i tedeschi del Mainz per 4-0.
Sarà stata l'emozione della prima volta, in una semifinale europea, ma entrambe le squadre sono entrate in campo intimidite e poco inclini a fare il primo passo. E non a caso i primi 45' si sono chiusi con zero tiri in porta, da una parte come dall'altra. Un punto in comune nonostante il divario dell'età media. Il giovane Strasburgo si è adagiato sui ritmi del più navigato Rayo, con poche idee andate pure in confusione negli ultimi trenta metri, su entrambe le sponde. Insomma, non si è visto il gioco sbarazzino e aggressivo che i francesi hanno esibito in giro per i campi di Francia e d'Europa, quest'anno. E il Rayo si è limitato a sua volta a censurare gli avversari più che a costruire, accontentandosi di un gioco di rimessa.
La svolta, in avvio di ripresa, con il primo tiro inquadrato dagli spagnoli. Di Palazon da fuori, sinistro di potenza che ha impegnato Penders, in due tempi (5'). Il preludio dell'esplosione dello stadio Vallecas sul corner da sinistra, di Palazon, che Alemao ha incrociato di nuca, insaccando (9'). Uno squillo che ha sbloccato il Rayo che si è impossessato del gioco, facendosi aggressivo, e sfiorando il bis su altro calcio d'angolo con Lejeune, al 18' come nel finale (42'). E se gli spagnoli hanno chiuso con otto tiri in porta, i francesi sono rimasti a zero. Dato che rispecchia il livello della prestazione. Da invertire al ritorno.
SHAKHTAR DONETSK-CRYSTAL PALACE 1-3
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Non sarà il Crystal Palace di un anno fa, capace di vincere l’FA Cup contro il Manchester City, ma la squadra di Glasner si conferma a suo agio nelle competizioni a eliminazione diretta. Gli inglesi, alla prima esperienza europea nella loro storia – se si esclude la doppia sconfitta con il Samsunspor in Intertoto nel ’98 – sono a un passo dal raggiungere la finale di Conference League. Il 3-1 con cui le Eagles hanno superato lo Shakhtar Donetsk sul neutro di Cracovia mette una grossa ipoteca sul passaggio del turno, sebbene gli ucraini abbiano dimostrato in questa stagione di essere pericolosi anche in trasferta.
Nonostante domenica sia in programma il big match di campionato contro la Dinamo Kiev, Arda Turan non fa sconti, schierando l’undici migliore. Davanti a Ryzkyn giocano Bondar e Matviyenko in mezzo, con i brasiliani Vinicius Tobias e Pedro Henrique sugli esterni. Tutto verdeoro anche il centrocampo, ad eccezione di Ocheretko, schierato davanti alla difesa al posto di Nazaryna. In attacco, fiducia a Kaua Elias, preferito a Traoré. Il Palace risponde con il solito 3-4-3 ma, rispetto all’ultima di Premier League contro il Liverpool, Glasner schiera Yeremy Pino al posto di Brennan Johnson. Il match si stappa dopo pochi istanti: Mateta combina nello stretto con Pino che gli restituisce la palla, il centravanti francese trova un filtrante con i tempi giusti per Sarr, che batte Ryzkyn con un destro incrociato. Il gol – l’8° personale in Conference League – permette all’esterno senegalese di raggiungere Ishak e Mouandilmadji in vetta alla classifica dei cannonieri dalla competizione. Il repentino vantaggio induce gli inglesi ad abbassare il baricentro, lasciando allo Shakhtar l’iniziativa. Gli ucraini però faticano a fare breccia nel difesa avversaria, che diventa spesso a cinque, con Muñoz e Mitchell che si abbassano all’altezza dei centrali. In mezzo al campo il dinamismo di Wharton e Kamada mette in difficoltà i pari ruolo dello Shakhtar, molto dotati tecnicamente ma piuttosto compassati. Gli unici pericoli per la porta di Henderson arrivano dagli esterni, ma le iniziative di Eguinaldo e Alisson non hanno successo. Così come accaduto nel primo tempo, anche nella ripresa il punteggio cambia dopo pochi minuti, ma questa volta a segnare sono i padroni di casa: Pedrinho batte un calcio d’angolo a rientrare che Kaua Elias prolunga verso il centro dell’area, dove Ocheretko non ha difficoltà a insaccare da pochi passi. Il gol dà nuova linfa allo Shakhtar, che preme alla ricerca del vantaggio. La lunga teoria di passaggi della squadra ucraina s’interrompe però all’8’, quando un errore in disimpegno di Alisson dà il via al contropiede del Palace che si conclude con una doppia conclusione di Sarr e Mateta: in entrambe le circostanze, però, è bravissimo Ryznyk, che conferma di essere portiere di grande affidabilità. Pochi minuti dopo gli ospiti sfiorano di nuovo il gol con Mateta, che colpisce il palo con una girata sotto misura sugli sviluppi di una rimessa laterale. Il vantaggio delle Eagles è solo rimandato: nell’azione susseguente, ancora una volta dopo una rimessa laterale, il pallone arriva a Kamada che batte Ryznyk con un sinistro secco dal centro dell’area. Arda Turan prova a dare la scossa ai suoi inserendo Isaque al posto di Marlon Gomes, autore di una prova piuttosto deludente.
La mossa decisiva però la fa Glasner inserendo Strand Larsen al posto di Mateta. È il centravanti norvegese, infatti, a mettere a segno il gol che chiude i conti del match, sfruttando al meglio un contropiede orchestrato da Kamada. Nell’occasione, l’ex attaccante del Wolverhampton è bravo a eludere il recupero di Matviyenko e a battere Ryznyk con un morbido pallonetto che avvicina ulteriormente il Crystal Palace alla finale di Lipsia.


