Coppa orgoglio d'Africa, Marocco in finale e un Paese sogna

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Arrivare in finale era l'obiettivo minimo che il Marocco, Paese ospitante, si era posto per questa Coppa d'Africa. Sarà la terza dei Leoni dell'Atlante, che vinsero la prima nell'ormai lontano 1976 con la Guinea e persero la seconda nel 2004 contro la Tunisia. Domenica sera a Rabat daranno vita ad una sfida inedita con il Senegal, il cui unico successo é del 2021. Per il Marocco - che ora sogna di sollevare il trofeo in casa - ben figurare era una questione di orgoglio nazionale. Non solo per la passione che i tifosi mettono nel seguire i colori rosso e verde della loro maglia, ma perché il torneo é stato un po' anche la prova generale del Mondiale 2030, che organizzerà con Spagna e Portogallo.


Mai prima d'ora le quattro semifinaliste della Coppa d'Africa erano state guidate da altrettanti allenatori del continente: Eric Chelle (Nigeria), Pape Thiaw (Senegal), Hossam Hassan (Egitto) e Walid Regragui (Marocco). Segno che il calcio africano é ormai pronto ad affrancarsi dalla guida di tecnici provenienti dall'Europa. Del resto gli ultimi tre titoli sono stati vinti da selezionatori africani. "Gli allenatori africani capiscono i giocatori e la loro mentalità" ha spiegato Samuel Eto'o sul sito della Federazione. Quindici delle 24 squadre in campo in Marocco sono allenate da africani, e undici di queste hanno superato la fase a gironi. Una tendenza che si può spiegare con il fatto che sta emergendo una generazione di allenatori composta in gran parte da ex giocatori dei massimi campionati europei.


Uno dei protagonisti più attesi di domenica é Sadio Mané. La rete all'Egitto dell'attaccante 33enne, ex Liverpool e Bayern Monaco - oggi all'Al-Nassr - ha proiettato il suo Senegal in finale. Dopodiché ha annunciato che questa sarà l'ultima partecipazione: "Spero di vincerla e portare il trofeo a Dakar".
Ma il Marocco vanta il giocatore africano dell'anno in carica, Achraf Hakimi, ex Inter, ora al Paris Saint-Germain, oltre al capocannoniere del torneo con 5 reti, l'ala del Real Madrid Brahim Diaz. Spinto dal calore del proprio pubblico punta ad aggiungere la Coppa d'Africa a una lista di successi recenti: Il Mondiale Under 20 a ottobre e la Coppa d'Arabia il mese scorso, oltre al bronzo olimpico nel 2024.
Tanta pressione potrebbe però giocare brutti scherzi: "Ovviamente ci sono aspettative molto alte su di noi e so che se perdessi la finale potrei rischiare", ha ammesso Regragui. Anche il Senegal sta vivendo una sua età dell'oro. I Leoni di Teranga si sono qualificati al terzo Mondiale consecutivo e giocano la loro terza finale in quattro edizioni della Coppa d'Africa, dopo aver perso contro l'Algeria nel 2019. 

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