Uno studio francese su 105mila persone ha trovato associazioni tra alcuni additivi e tumori al seno, prostata e colon
Eugenio Spagnuolo
2 febbraio - 15:57 - MILANO
Sorbato di potassio nei formaggi e nei prodotti da forno, solfiti nel vino e nella frutta secca, nitrito di sodio nei salumi, nitrato di potassio nelle carni lavorate. Sono alcuni dei conservanti che troviamo ogni giorno sugli scaffali dei supermercati, aggiunti per prolungare la durata degli alimenti confezionati. Ora però uno studio francese pubblicato su The BMJ - che ha seguito per oltre sette anni 105mila adulti - ha trovato un'associazione tra il consumo di alcuni di questi additivi e un rischio lievemente più alto di cancro.
conservanti a rischio
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I ricercatori hanno esaminato 17 conservanti diversi, da quelli che bloccano la crescita dei microbi a quelli che rallentano l'ossidazione. Durante i sette anni e mezzo di osservazione, 4.226 partecipanti hanno sviluppato un tumore: 1.208 al seno, 508 alla prostata, 352 al colon-retto, 2.158 di altri tipi. Di 17 conservanti studiati, 11 non mostravano alcun legame con i tumori. Per altri sei però emergeva qualcosa di diverso. Il sorbato di potassio si associava a un aumento del 14 per cento del rischio generale di cancro e del 26 per cento per quello al seno. I solfiti totali a un 12 per cento in più di rischio generale. Il nitrito di sodio a un 32 per cento in più per il tumore alla prostata. Il nitrato di potassio a un 13 per cento di rischio generale e un 22 per cento per il seno. Gli acetati totali a un 15 per cento generale e un 25 per cento per il seno. Anche l'eritorbato di sodio, un antiossidante, risultava collegato a una maggiore incidenza di tumori. Come si spiega? Secondo i ricercatori diversi di questi composti possono alterare le vie immunitarie e infiammatorie, innescando lo sviluppo del cancro.
Additivi utili
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Lo studio è osservazionale, quindi non permette di stabilire con certezza un nesso causa-effetto. I risultati però sembrano coerenti con i dati sperimentali che già indicavano possibili effetti avversi di questi additivi. "Questo studio fornisce nuove conoscenze per la futura rivalutazione della sicurezza di questi additivi alimentari da parte delle agenzie di salute" scrivono gli autori, che chiedono ai produttori di limitare l'uso di conservanti non necessari e raccomandano ai consumatori di preferire alimenti freschi e poco processati. Attenzione, questo non significa demonizzare i conservanti. In un editoriale di accompagnamento, ricercatori sottolineano che i conservanti hanno vantaggi reali: estendono la durata dei cibi e riducono i costi. Ma l'uso diffuso e poco sorvegliato richiede un approccio più equilibrato: limiti più rigidi, etichette più chiare e dichiarazione obbligatoria del contenuto di additivi.

