Con la Nuova Zelanda il Belgio è spalle al muro: De Bruyne e i big chiamati alla svolta o sarà flop

21 ore fa 3

I Diavoli Rossi cercano il successo e la qualificazione. La speranza è Doku

Chi salverà il Belgio? L'ombra del disastro e della fine ingloriosa della generazione d'oro, quella di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, accompagna la squadra di Rudy Garcia (altro pronto all'addio) a Vancouver per l'ultima partita del gruppo G con la Nuova Zelanda. Nel girone è ancora tutto aperto e i Diavoli Rossi potrebbero tranquillamente finire col vincerlo, come nelle previsioni della vigilia. Per tenere chiuso il vaso di Pandora della delusione e delle critiche, però, il Belgio ha bisogno di quello che in questo Mondiale non è ancora riuscito a fare: segnare, vincere e convincere. Serve un salvatore, un giocatore che riaccenda la scintilla: visto che De Bruyne non è il genio che era al Manchester City e Lukaku ha confermato contro l'Iran di essere ben lontano dal suo livello migliore, in Belgio sono convinti che l'uomo che possa salvare la squadra dal disastro debba essere Jeremy Doku.

Il salvatore

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Le Soir, quotidiano belga di lingua francese, presenta l'esterno del Manchester City come il Messia che deve evitare disastro. Eppure Doku in questo Mondiale si è fatto notare più per la polemica seguita alla sua voglia di essere con la moglie per la nascita del primo figlio che per quello che ha fatto vedere in campo. Deludente al debutto contro l'Egitto, Doku ha saltato la seconda partita con l'Iran per un'infezione respiratoria e il giorno dopo è volato a Londra, accompagnato da un medico della nazionale, per assistere alla nascita del figlio arrivato in anticipo. È stata una visita lampo e Doku ha ripreso ad allenarsi con i compagni, ma non fa che aggiungere preoccupazioni a Rudy Garcia, che sta da tempo cercando di trovare il giusto equilibrio per il Belgio. "C'è pressione, non panico - ha detto il ct -. Siamo ancora pienamente dentro il torneo. Ovviamente avremmo sperato di aver già vinto una o due partite a questo punto, ma la situazione è chiara: dobbiamo battere la Nuova Zelanda e batteremo la Nuova Zelanda. A quel punto avremo 5 punti e saremo qualificati, il resto non conta".

I calcoli

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Garcia ha ragione: il Belgio se vince è qualificato come una delle prime due del girone. I numeri però non sono dalla sua parte. Per vincere servono i gol, e il Belgio finora in questo Mondiale ne ha fatto solo uno, l'autogol di Hany nell'1-1 con l'Egitto. Negli ultimi due Mondiali il totale è di appena due, e dall'ultimo centro di un giocatore belga, Batshuayi contro il Canada in Qatar, i Diavoli Rossi hanno tirato 69 volte senza nemmeno un gol. La maggior parte di quelle occasioni le ha avute o create De Bruyne (16 tiri, 12 assist), ma nemmeno il suo genio è servito. Doku nell'ultima stagione col City è cresciuto molto dal punto di vista della finalizzazione, ma i suoi 8 centri complessivi in 47 partite confermano che resta più bravo a creare scompiglio e passare la palla al centravanti di turno che a fare gol. E il Belgio, per evitare guai, ha un disperato bisogno di gol. 

La speranza

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La Nuova Zelanda ha ancora una speranza, nonostante abbia un punto dopo le prime due partite. Non può più chiudere al primo posto, ma può ancora rientrare come seconda o terza a patto che ottenga la sua prima, storica, vittoria a un Mondiale. Chris Wood e compagni giocheranno la loro nona partita di sempre e finora viaggiano con 4 pareggi e 4 sconfitte: solo l'Honduras ne ha giocate di più (9) senza vincere. "Non sottovaluteremo il Belgio soltanto perché non ha ancora vinto", ha detto il ct Darren Bazeley, 53 anni, inglese, una vita nelle giovanili neozelandesi. Il fatto che i Diavoli Rossi non ci siano ancora riusciti e che le difficoltà li abbiano trasformati in una polveriera sul punto di esplodere, però, fa sperare la Nuova Zelanda di poter fare la storia.

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