Hojlund al Max: la spinta del bomber e il feeling con Allegri per esaltare il Napoli

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Il danese è il 9 ideale del tecnico, che lo voleva l’anno scorso al Milan. È lui la certezza nel nuovo corso

Antonio Giordano

Collaboratore

27 giugno - 12:57 - MILANO

C'è un calcio che è immutabile, resiste all’usura del tempo, scavalla ere geologiche, miti e modelli di riferimento, e non ha neanche bisogno di perdersi nel racconto tra giochisti e risultatisti, perché la sintesi è altrove, ovunque o anche no. C’è un calcio che sta dentro l’area di rigore - la propria e meglio ancora quella altrui - e che racchiude in sé la narrazione degli uno e degli altri, degli esteti e dei duri e però puri, perché alla fine, la prova del 9 non fallisce mai. Dategli un centravanti, ad un allenatore, e pur senza avere la pretesa di rivoltarvi il mondo, riuscirà a risollevarsi l’umore: per un periodo lungo, mesi e mesi, Massimiliano Allegri ha cercato un Centravanti (la C maiuscola, please) che l’aiutasse a scollinare e dopo aver atteso Rasmus Hojlund per un bel po’, arrendendosi al destino e al mercato, s’è dovuto arrangiare con quel che c’era.

il suo uomo

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A volte ci si smarrisce un po’ per i vicoli della retorica, mentre un attaccante ti alleggerisce la vita, ti toglie i pensieri, ti modifica persino il pensiero altrui e comunque garantisce benessere: Rasmus Holjund nella lista di Allegri dei centravanti moderni (e anche un po’ antichi) c’è sempre stato, ci era finito nell’estate scorsa, ci sta adesso che - aspettando la risoluzione con il Milan - rappresenta una golosa provocazione per se stesso. E nel buio di quelle serate che a volte diventano tempestose, la luce già c’è, bisogna intervenire con l’interruttore. Hojlund è stato l’ultimo sacrificio di De Laurentiis di un anno fa ed il primo di questa estate che già economicamente va definita torrida: sei milioni il prestito ad agosto 2025, quarantaquattro di riscatto già versati al Manchester United, perché l’oro (per Napoli) ha prezzi elevatissimi.

la sfida

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Rasmus Hojlund è il centravanti che piace all’allenatore che vogliono piacere, consegna la sua diversità, una capacità di cercare la profondità esaltata da Gasperini, un altruismo che gli ha sviluppato Conte, fondamentalmente una natura che gli appartiene e di cui Allegri vuole impadronirsene. Hojlund è il centravanti di respiro internazionale che porta con sé l’esperienza (anche) di Manchester, è il rimpianto di dodici mesi fa ma anche la testimonianza di aver visto giusto, come fece il Napoli quando si ruppe Lukaku, con un blitz necessario per restare Grande.

prospettive

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Hojlund è il futuro, con i suoi ventitré anni, e pure il garante di una statura assoluta, con quei sedici gol tra campionato, Coppe e Champions, che è indispensabile per riuscire a non indietreggiare nelle gerarchie assolute d’un calcio va di fretta. E poi Hojlund è una delle sfide, in una stagione in cui di prove del 9 ce ne saranno da affrontare, tecnicamente e dialetticamente: cosa fare, ad esempio di Lukaku? E come valutare Lucca, altri trentacinque milioni che stanno lì? E quel Geovani, eventualmente, è un’ipotesi da considerare o un prospetto da lasciare germogliare altrove? E però il Napoli che De Laurentiis, Manna e Allegri cominceranno a costruire non appena il mercato darà il via prosetta molteplici certezze e con RH buon sangue non mente.

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