Comunali: Liste civiche cruciali, per Youtrend M5s ha fatto vincere Venturini

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- Al primo turno il centrosinistra passa da 59 Comuni amministrati a 37, il centrodestra da 42 a 25, i civici da 17 a 15. La fotografia dei 118 Comuni sopra i 15mila abitanti andati al voto nel fine settimana non mostra ancora con nettezza vincitori e vinti: saranno i 41 ballottaggi del 7 e 8 giugno a decretare - numeri alla mano - chi ha perso e chi ha guadagnato. Ma, nel frattempo, le prime analisi di Youtrend accendono i fari sulle dinamiche che avrebbero portato alla vittoria simbolo di questa tornata: quella di Simone Venturini a Venezia. Secondo le elaborazioni del centro studi l'ago della bilancia è stata la base del M5s: la metà di coloro che alle europee del 2024 aveva votato Movimento, ha scelto il candidato sostenuto dalla maggioranza di governo. Un dato che sarebbe stato decisivo per la sua vittoria al primo turno "visto che ha superato di poco la soglia della maggioranza assoluta dei voti validi. Venturini ha anche convinto più astenuti delle europee (21%) rispetto a Martella (5%)". Ad attirare consensi anche fuori l'alveo della coalizione sarebbe stata la lista civica del neosindaco della Serenissima che ha sbancato con circa il 30%, lasciando indietro i partiti.
    Liste civiche di peso hanno trainato anche altre vittorie importanti, come quella di Vincenzo De Luca a Salerno, testimoniando come spesso nelle elezioni locali a fare la differenza sono i singoli candidati e il loro radicamento sul territorio.
    Anche l'istituto Cattaneo ha analizzato il flusso dei voti, in particolare a Venezia e Reggio Calabria. Qui "i candidati del centrodestra hanno ottenuto il voto di tutti coloro che avevano già votato" per gli alleati di governo ma "anche molti altri voti - spiega all'ANSA il direttore Salvatore Vassallo -. E hanno recuperato sull'astensione più di quanto hanno fatto quelli di centrosinistra". Gli aspiranti sindaci del campo largo nei due capoluoghi avrebbero, inoltre, visto evaporate parte delle preferenze verso altri candidati minori.
    In linea generale gli analisti, al netto di alcuni cambi, parlano di una sostanziale tenuta tanto del centrosinistra quanto del centrodestra. Ma "questa continuità politicamente premia il centrodestra perché era il centrosinistra a dove dimostrare che il vento era cambiato, che il referendum aveva mandato in crisi la maggioranza", spiega Lorenzo Pregliasco. Nei Comuni che hanno rinnovato le loro amministrazioni "spesso gli uscenti hanno avuto un discreto vantaggio - evidenzia -. Segno che dopo la fase grillina del 2012-2016 oggi essere sindaci uscenti è tornato ad essere un vantaggio. Si pensi ad Andria, a Crotone e a Messina dove hanno vinto sindaci uscenti al primo turno, a Macerata e a Lecco dove andranno al ballottaggio".
    "Difficile dire se abbia vinto uno o l'altro schieramento - concorda Antonio Noto -. Ognuna delle due coalizioni ha vinto nei territori dove era più forte. L'unico dato che salta agli occhi è ciò che è accaduto a Reggio Calabria dove il centrodestra ha vinto quasi con il 65% dei voti, una percentuale bulgara. Probabilmente ha pesato il consenso del candidato". In linea generale, sottolinea, "le amministrative sono condizionate molto da fattori locali che non è detto, poi, si ripercuotano a livello nazionale. Pensiamo a Vigevano: il candidato sostenuto da Vannacci ha raggiunto il 14%, ma bisogna capire quanto questo risultato sia legato a un candidato radicato sul territorio e quanto sia ideologico. A livello nazionale i sondaggi stimano che Vannacci possa avere un 4% dei consensi e la Lega perdere 1 punto e mezzo, ma non è il disastro di Vigevano. Vigevano non è l'Italia". 
   

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