Domenica al Sinigaglia decideranno gli esterni. Diverse le soluzioni con la difesa a quattro o a tre
Como-Roma sarà una partita a scacchi. Mosse e contromosse, ancora prima di scendere in campo. Questa settimana Fabregas farà fatica a prendere sonno, conoscendolo. Come sorprendere Gasperini, o come rispondergli nel caso lui stesso tenti di farlo? C’è grande rispetto fra i due tecnici, anche se per carattere nessuno dei due è propenso ed esternarlo. Orgoglio tanto, di dimostrare la propria superiorità. Sarà una battaglia tattica prima e durante il match, arrovellandosi su incertezze, sospetti, timori. Una certezza però c’è, ed è che la chiave saranno le fasce.
Osservato speciale
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Fabregas in questi due anni ha costruito la rosa con l’idea di lavorare con non più di 24 giocatori. Per ogni ruolo, coppie di potenziali titolari con valore omogeneo in modo da avere un livello uniforme di qualità e intensità, sia di settimana in settimana sia a partita in corso. Idea originaria nel percorso di Cesc, quella di adattare uomini a un modulo prestabilito. Ma l’esperienza in Italia l’ha evoluto. E così in questo campionato lo abbiamo visto adottare sistemi di gioco diversi rispetto al prediletto 4-2-3-1. Variazioni però sempre finalizzate alla supremazia sugli esterni. Il campo del Sinigaglia è stato allargato proprio per questo. Contro la Roma, il dilemma principale per Fabregas sarà se proseguire sulla strada maestra con la difesa a quattro o mettersi a specchio a tre. Osservato speciale sarà Wesley, che aveva segnato il gol vittoria all’andata. Il brasiliano nasce esterno destro e proprio su quella fascia ha punito il Como. Ma ora per Gasp è lui il sostituto di Angelino sulla corsia mancina.
Equilibrio
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Per limitarlo, con la difesa a quattro Fabregas come terzino destro si affiderebbe a Smolcic, con attitudine difensiva più spiccata rispetto a Vojvoda e Van der Brempt. Per compensare tale “passività”, davanti al croato potrebbe finalmente trovare spazio da titolare Diao (come all’andata), tenuto forse precauzionalmente a riposo nella trasferta di Cagliari. Sull’altra fascia, i dubbi di Gasperini nascono per l’assenza di Ndicka, squalificato, al centro della difesa. Soluzione? Accentrare Mancini abbassando Celik braccetto di destra, con davanti Rensch. Fabregas potrebbe rispondere proprio attaccando questa fascia “debole” con la catena di spinta formata da Valle e Jesus Rodriguez, che hanno dimostrato ottima sinergia nell’alternare sovrapposizione e/o accentramento.
La morsa del Gasp
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Se invece Fabregas si mettesse a specchio, il modulo potrebbe essere quello adottato col Milan a San Siro. Difesa a tre con Ramon braccetto di destra, Diego Carlos centrale e Kemp a sinistra. Cerniera per supportare due cursori a tutta fascia come Van der Brempt e Vojvoda in grado garantire l’equilibrio tra la fase di spinta e i ripiegamenti difensivi. Un centrocampo a quattro modificherebbe anche l’assetto offensivo: non più una linea di tre trequartisti dietro alla punta ma a due, con un falso nove “a rotazione”. Paz, Baturina e Caqueret hanno dimostrato di saperlo fare, e bene. Per non dare punti di riferimento e non farsi stritolare dalla morsa dell’uomo su uomo di Gasperini.

