"Questa decisione di sciogliere l'Nsb è senza precedenti: abbiamo bisogno di un comitato scientifico dinamico e indipendente, che rappresenti l'intero mondo scientifico e tecnologico". Ha commentato così la notizia del licenziamento dell'intero National Science Board, il comitato scientifico della National Science Foundation (Nsf) statunitense, Dan Reed, che lo ha presieduto dal 2022 al 2024. Tutti i 22 membri sono stati mandati a casa il 24 aprile scorso dall'amministrazione Trump senza una spiegazione e le principali riviste scientifiche, Nature e Science, hanno raccolto le loro reazioni.
"Da dove arriveranno i consigli?", si chiede Roger Beachy, uno dei membri appena licenziati: "Chi ci aiuterà a capire quale sarà il futuro della scienza in questa nazione?". L'Nsb si riunisce, infatti, cinque volte l'anno per redigere rapporti sullo stato della scienza negli Stati Uniti, aiutando così a orientare le decisioni del presidente e del Congresso. La prossima riunione era imminente, fissata per il 5 maggio e, secondo quanto riportato dal comitato scientifico, il nuovo rapporto avrebbe sottolineato come gli Usa stiano cedendo terreno alla Cina nel campo della scienza e della tecnologia.
Un altro dei licenziati, Keivan Stassun, afferma che l'allontanamento dei membri dell'Nsb si inserisce in uno schema tipico dell'approccio dell'amministrazione Trump alla consulenza scientifica, che è stata "sistematicamente eliminata o svuotata. Era solo questione di tempo - dice - prima che ciò accadesse anche all'Nsb".
Stassun aggiunge che non importa molto che Trump rinnovi o meno il National Science Board, perché nell'ultimo anno la Casa Bianca aveva già iniziato a intromettersi sistematicamente nelle decisioni della Nsf, obbligando l'agenzia a ignorare le direttive del comitato scientifico. "Chiedevamo loro: 'State seguendo le direttive del comitato? E la loro risposta era, in sostanza, 'Non vi ascoltiamo più'", commenta Sessun.
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