Negli ospedali americani è già in uso: l'AI che assiste il medico durante la colonscopia e riduce i polipi
Eugenio Spagnuolo
6 luglio - 18:12 - MILANO
Se c'è un esame che quasi tutti rimandano, quello è la colonscopia. Non è piacevole, richiede preparazione e spesso la si fa solo quando il medico insiste. Eppure è tra le poche procedure capaci non solo di individuare un tumore precocemente, ma di prevenirlo del tutto: individuando e rimuovendo i polipi prima che diventino qualcosa di più serio. Il problema, semmai, è che anche l'esame più efficace dipende da chi lo esegue, dalle condizioni in cui viene fatto e da quanto l'occhio del medico riesce a cogliere in tempo reale ciò che scorre sul monitor. Ora, però, ci sono sistemi di intelligenza artificiale che guardano insieme al medico.
Colonscopia: perché l'AI aumenta l'efficacia dell'esame
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L'ospedale universitario UT Health San Antonio in Texas (USA) ha annunciato l'adozione di un'AI che assiste i medici durante la colonscopia, segnalando in tempo reale i polipi che potrebbero sfuggire all'occhio umano. Si chiama CADe, computer-aided detection, e funziona come un secondo osservatore che lavora in parallelo al gastroenterologo: analizza le immagini endoscopiche mentre la procedura è in corso e segnala la presenza di lesioni sospette, soprattutto quelle piatte o di piccole dimensioni, le più difficili da individuare. "È come avere un secondo paio di occhi", spiega Prabhleen Chahal, responsabile della divisione di gastroenterologia. "Non esegue la colonscopia, non sostituisce il medico, non prende decisioni terapeutiche. Ma lavora con il medico in tempo reale come secondo osservatore".
Conscopia assistita
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Quello che Chahal chiama ADR, adenoma detection rate, ossia la percentuale di pazienti in cui vengono trovati polipi precancerosi durante lo screening, è la misura principale della qualità di una colonscopia. Più è alta, minore è il rischio che si sviluppi un tumore del colon nei mesi o negli anni successivi all'esame. "Gli studi dimostrano che più alta è questa percentuale, minore è l'incidenza di tumore del colon-retto dopo la colonscopia", ammette Chahal. E i sistemi AI sembrano migliorarla in modo misurabile. Una meta-analisi pubblicata su Gastrointestinal Endoscopy, che ha analizzato 28 studi su quasi 24.000 persone, ha trovato che la colonscopia assistita dall'AI aumenta la rilevazione degli adenomi del 20 per cento rispetto alla procedura tradizionale, e riduce del 55 per cento la percentuale di polipi mancati. Il vantaggio è evidente per le lesioni più piccole e piatte, quelle che più facilmente sfuggono durante un esame standard. Un'ulteriore revisione pubblicata su Cureus nel 2025, che ha esaminato 17 studi randomizzati tra il 2015 e il 2025, ha confermato che la AI migliora la rilevazione degli adenomi e dei polipi in tutti gli studi inclusi, con un'accuratezza superiore all'85 per cento per gli adenomi e al 90 per cento per i polipi.
Potrebbe esserci anche un vantaggio economico nell'usare l'AI, secondo gli esperti: individuare e rimuovere un polipo durante una colonscopia di screening costa molto meno che trattare un tumore del colon in stadio avanzato. "Di conseguenza, c'è anche un risparmio sui costi associato a questa tecnologia" osserva Chahal. La colonscopia rimane oggi uno dei pochi strumenti di screening capaci di prevenire un tumore, non solo di intercettarlo: rimuovere un adenoma in tempo significa eliminare il problema prima che possa evolvere. Le linee guida attuali raccomandano lo screening a partire dai 50 anni per chi è a rischio medio, prima per chi ha una storia familiare di tumore del colon-retto o malattie infiammatorie intestinali.



