Colesterolo alto? Potrebbe dipendere anche dai rumori notturni

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Una ricerca su 272mila persone mostra che chi dorme nei pressi di strade trafficate ha livelli più alti di colesterolo LDL

Eugenio Spagnuolo

12 marzo - 11:47 - MILANO

Di solito, quando si parla di colesterolo alto, si guarda nel piatto. Troppa carne rossa, pochi vegetali, anni di abitudini sbagliate. Ma uno studio appena pubblicato su Environmental Research suggerisce che potrebbe esserci un altro fattore, difficile da controllare: il rumore che entra dalla finestra della camera da letto mentre dormiamo

colesterolo e rumore: lo studio

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L'analisi, condotta su 272 mila adulti nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e in Finlandia ha rilevato che chi vive vicino a strade trafficate ha profili lipidici peggiori. Più nel dettaglio, livelli più alti di colesterolo LDL — quello "cattivo", responsabile dell'accumulo di placche nelle arterie — e di altri grassi nel sangue associati al rischio cardiovascolare. La soglia a cui gli effetti diventano misurabili è intorno ai 50 decibel notturni, un livello paragonabile al ronzio di fondo di una periferia tranquilla dopo mezzanotte, ben al di sotto di quello che la maggior parte delle persone percepirebbe come disturbante. Sopra i 55 decibel, l'associazione si fa più robusta. I ricercatori hanno tenuto conto di molte variabili — inquinamento dell'aria, peso corporeo, fumo, sesso, livello di istruzione — e il rapporto con il rumore è rimasto. E non è una buona notizia: secondo i dati dell'Agenzia europea per l'ambiente citati nello studio, nel 2020 oltre il 15% dei residenti urbani europei è stato esposto a livelli notturni di rumore stradale pari o superiori a quella soglia. 

Per misurare gli effetti del rumore sul colesterolo, il team coordinato da Yiyan He dell'Università di Oulu ha utilizzato una tecnica di scansione del sangue in grado di rilevare 155 diverse molecole in una volta sola. Di queste, 20 hanno mostrato un'associazione consistente con l'esposizione ai livelli di rumore più alti e undici erano lipoproteine, cioè le particelle che trasportano il colesterolo nel flusso sanguigno. In soldoni, il colesterolo totale nei gruppi più esposti era di circa 0,41 milligrammi per decilitro in più rispetto ai più protetti. Una differenza modesta per il singolo, ma potenzialmente rilevante se moltiplicata per milioni di persone esposte cronicamente al rumore. 

rumore e stress

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La spiegazione più plausibile indicata dai ricercatori riguarda la risposta del nostro organismo allo stress. Il rumore notturno frammenta il sonno anche senza svegliarci del tutto, attivando percorsi da stress che rilasciano ormoni come il cortisolo, i quali nel tempo interferiscono con il modo in cui l'organismo elabora i grassi e regola il colesterolo. Una piccola interruzione notte dopo notte, per anni, che spinge silenziosamente i livelli lipidici nella direzione sbagliata. Le associazioni sono risultate indipendenti dal peso corporeo, dal sesso e dal livello di istruzione. Vale la pena notare che non è emerso alcun legame con il colesterolo HDL, quello "buono", né con i trigliceridi. I rumori notturni influirebbero solo sul colesterolo cattivo. 

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