Civ al Mugello: sole e pioggia. Sbk, vincono Pirro e Delbianco

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La seconda tappa del Dunlop Civ al Mugello ha cambiato volto nell’arco di poche ore: sabato gare asciutte, pista calda e ritmi elevati, domenica pioggia continua, asfalto bagnato, ritardi nel programma e gare spesso condizionate dalla gestione del rischio. Tra Superbike, Supersport, Sportbike, Moto3 e Moto4 sono emersi nuovi equilibri, con classifiche di campionato più aperte in alcune categorie e più definite in altre

Valerio Boni

10 maggio 2026 (modifica alle 17:16) - MILANO

Il Mugello è arrivato due settimane dopo Misano come primo vero banco di verifica del Dunlop Civ 2026. Non solo perché il tracciato toscano, con il suo rettilineo lunghissimo, le staccate impegnative e i curvoni veloci, mette in evidenza pregi e limiti di moto e piloti più di altri circuiti, ma anche perché il secondo round della stagione doveva dare una prima risposta alle gerarchie emerse nella prova d’apertura. La risposta è arrivata, ma non è stata lineare, perché il weekend ha cambiato completamente volto tra sabato e domenica. La prima giornata di gare si era disputata in condizioni stabili, con pista asciutta e temperature dell’asfalto elevate nelle ore centrali. Il sabato aveva quindi offerto un riferimento tecnico abbastanza pulito: passo gara, gestione delle gomme e velocità sul dritto erano emersi senza particolari interferenze meteo. Nelle gare del pomeriggio l’asfalto aveva superato spesso i 40°, arrivando vicino ai 46-48 per le categorie centrali della giornata, come Moto4, Sportbike e Supersport. La domenica ha invece imposto un’altra lettura. Non una giornata estrema nel senso più spettacolare del termine, ma una di quelle domeniche complicate da una pioggia quasi continua, con poche pause e una pista che non ha mai avuto davvero il tempo di asciugarsi. Il meteo ha inciso anche sul programma. La Superpole Race della Moto3, interrotta da una bandiera rossa e poi ripartita con procedura rapida, ha aperto una domenica più lenta del previsto, e successivamente anche altre gare sono state accorciate, ritardate o condizionate da cadute e neutralizzazioni. La Sportbike, per esempio, prevista in tarda mattinata, è partita più tardi ed è stata interrotta con bandiera rossa, mentre la Superbike del pomeriggio è stata disputata su 12 giri con doppio warm up lap e pista ancora dichiarata bagnata. Anche il pubblico ha vissuto due giornate diverse: sabato più favorevole, con un paddock animato, domenica più difficile, con la pioggia persistente a frenare inevitabilmente l’affluenza e a rendere meno agevole la permanenza nelle zone scoperte dell’autodromo. In compenso, il Mugello ha confermato ancora una volta la sua capacità di trasformare ogni gara in un esame tecnico completo. Chi aveva dominato sull’asciutto non sempre è riuscito a ripetersi sul bagnato, mentre diversi piloti hanno costruito risultati importanti proprio nella giornata più complicata. Il secondo round del Civ lascia quindi un quadro più ricco rispetto a quello emerso dopo Misano. Alcune categorie hanno trovato leader consolidati, altre sono uscite dal Mugello con classifiche cortissime e valori molto mobili. Ma il dato comune è uno: tra condizioni meteo opposte, programmi modificati e gare molto diverse tra loro, il Mugello ha evitato che il campionato prendesse una direzione scontata. E ha mostrato che, in questa fase della stagione, la velocità pura conta ancora molto, ma la capacità di adattarsi alle condizioni può pesare perfino di più.

1 Superbike: Pirro torna protagonista in Gara 1

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La Superbike del sabato ha avuto un protagonista netto: Michele Pirro. Dopo la pole position ottenuta al mattino con la Ducati del team Garage51 by Dto, il pluricampione del Civ ha imposto subito il proprio ritmo in Gara 1, comandando dal primo all’ultimo giro e chiudendo i 14 passaggi in 26'11"424, alla media di 168,222 km/h. Una vittoria importante anche sul piano simbolico, arrivata dopo le polemiche di Misano sul nuovo regolamento Superbike e sul Balance of Performance, e costruita non tanto sulla velocità massima quanto sulla continuità di passo. Alle sue spalle Alessandro Delbianco ha messo insieme una rimonta molto efficace: partito dall’ottava casella con la Yamaha Dmr Racing, è risalito fino al secondo posto e ha firmato anche il giro veloce in 1'51"482, chiudendo a 4"412 dal vincitore. Terzo Samuele Cavalieri con la Ducati Broncos, vicinissimo a Delbianco e staccato di 4"933 da Pirro, mentre Gabriele Giannini ha concluso quarto, ma già oltre i quindici secondi dal vincitore. Curioso è anche il dato delle velocità: Delbianco, Montella e Ottaviani hanno toccato i 318,6 km/h, mentre Pirro si è fermato a 306,8 km/h, confermando che la sua superiorità è arrivata più dalla gestione complessiva del giro che dal solo rettilineo.

2 Delbianco imprendibile sul bagnato

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La domenica, però, con pista bagnata e condizioni rese insidiose dalla pioggia persistente, il copione è cambiato. La griglia vedeva ancora Pirro in pole davanti a Michael Rinaldi, Cavalieri e Giannini, ma la gara ha preso subito una piega diversa: alla fine del primo giro al comando c’era Kevin Manfredi, con Delbianco secondo e Cavalieri terzo, mentre Pirro era solo dodicesimo, a oltre sette secondi. Delbianco ha ripreso la testa già al secondo giro, ma per alcuni passaggi il confronto con Manfredi è rimasto aperto, con i due separati da pochi decimi. Dal settimo giro, però, il pilota Yamaha Dmr ha cambiato passo, firmando il giro veloce della gara in 2'09"532 e iniziando ad allungare in modo deciso. Alle sue spalle Manfredi ha consolidato il secondo posto, mentre Gamarino ha completato una gara convincente con la Bmw, risalendo fino al podio. Pirro, dopo un avvio difficile, ha recuperato progressivamente: ottavo al terzo giro, quinto al quinto passaggio, poi stabilmente nel gruppo dei migliori, fino al quarto posto finale davanti a Giannini. Interessante il dato velocistico della Ducati numero 51: Pirro è passato da 296,7 km/h nei primi passaggi a 301,7 km/h, fino ai 305,1 km/h del quarto giro, ma sul bagnato la velocità pura non è bastata per ricucire il distacco accumulato nella prima parte di gara. La gara di Rinaldi è invece rimasta senza sbocco: partito dalla prima fila, ha chiuso il primo giro ventottesimo, poi è entrato ai box ed è rientrato in pista, terminando classificato con due giri di ritardo. Delbianco ha così completato la domenica con una vittoria pesante, davanti a Manfredi e Gamarino, mentre Pirro ha salvato punti importanti con il quarto posto. In campionato Delbianco allunga a 99 punti, con Pirro secondo a 70 e Giannini terzo a 64. Dopo due round, la leadership del pilota Yamaha è molto più solida di quanto la vittoria di Pirro in Gara 1 potesse far pensare.

3 Fuligni ribalta il weekend Supersport

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La Supersport ha confermato al Mugello di essere una delle categorie più dense e imprevedibili del Civ 2026, con due gare molto diverse per condizioni, svolgimento e conseguenze in campionato. Il sabato era stato già ricco di episodi: Andrea Mantovani aveva tagliato per primo il traguardo di Gara 1, ma la successiva esclusione per irregolarità tecnica aveva consegnato la vittoria a Niccolò Antonelli, bravo a capitalizzare una corsa nella quale i principali rivali avevano perso punti pesanti. Alle sue spalle Federico Fuligni aveva conquistato il secondo posto al fotofinish su Stefano Valtulini, mentre Bryan D’Onofrio e Glenn Van Straalen avevano completato la top five. La gara era stata condizionata anche dal ritiro di Kevin Zannoni e Lorenzo Dalla Porta, finiti fuori dopo un contatto, proprio nel giorno in cui Zannoni aveva comunque firmato il giro veloce al 3° passaggio in 1'54"199. La domenica ha cambiato completamente scenario. La pioggia persistente, più fastidiosa che estrema ma sufficiente a mantenere la pista costantemente bagnata, ha imposto una gara di gestione, sensibilità e lucidità. Gara 2 è partita alle 13.56, con distanza ridotta a 12 giri. In queste condizioni l’avvio più spettacolare è stato quello di Raffaele Fusco: partito dalla quinta fila, dove occupava la tredicesima casella della griglia, è riuscito a chiudere il primo giro addirittura al comando davanti a Patacca, Fuligni, Garcia e Valtulini. Il suo spunto iniziale ha dato alla gara un primo colpo di scena, ma il vantaggio si è progressivamente consumato: già al secondo passaggio Fuligni ha preso la testa e da quel momento ha costruito una corsa molto solida, senza lasciarsi più riprendere. Fuligni ha così completato il suo weekend in modo quasi perfetto: secondo in Gara 1, vincitore in Gara 2 e nuovo leader della classifica generale. Alle sue spalle Julio Garcia ha confermato grande efficacia sul bagnato, chiudendo secondo a 1"184, mentre Alessandro Sciarretta ha completato il podio dopo una gara in crescendo, firmando anche il giro veloce all’11° passaggio in 2'19"082. Più staccati Andrea Tucci, Kevin Zannoni e Matteo Patacca, mentre Mantovani, velocissimo in alcuni settori e terzo nella classifica delle velocità massime con 264,1 km/h, ha chiuso solo settimo. La miglior punta velocistica della gara è stata invece di Tucci, con 266,7 km/h, davanti a Miceli e allo stesso Mantovani: un dato interessante perché conferma come, sul bagnato, la velocità massima abbia contato meno della continuità di passo e della capacità di mettere insieme tutti i settori senza errori. Il bilancio del Mugello cambia così anche la lettura del campionato. Zannoni, che era arrivato al round toscano da riferimento della categoria, esce ancora pienamente in corsa ma perde la leadership per un solo punto: Fuligni sale a 64, Zannoni resta a 63, Antonelli è terzo con 46, davanti a Dalla Porta con 44. Mantovani, dopo l’esclusione del sabato e il settimo posto della domenica, resta a quota 38, appaiato a Patacca. La Supersport, più di altre categorie, lascia quindi il Mugello con una classifica cortissima e con l’impressione che ogni episodio — una squalifica, un contatto, una scelta di gomme, un giro lanciato nel momento giusto — possa spostare davvero gli equilibri.

4 Sportbike: Agazzi vince Gara 2, Bianchi guida

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La Sportbike aveva aperto il weekend del Mugello con il successo di Alfonso Coppola, bravo in Gara 1 a sfruttare il ritiro del poleman Filippo Bianchi, e a imporsi con oltre quattro secondi di margine su Ivan Spada e Alessandro Zanca. La domenica, però, ha cambiato completamente scenario. Non condizioni estreme, ma pioggia costante fin dal mattino, poche pause e pista stabilmente bagnata. Il programma prevedeva Gara 2 alle 11.20, ma la bandiera rossa e la successiva ripartenza della Superpole Race Moto3 hanno fatto slittare la Sportbike, partita alle 11.41 e poi interrotta a sua volta con bandiera rossa alle 11.59. La distanza è stata ridotta a 7 giri, con aria a 15 °, asfalto a 22 ° e umidità all’84%. In queste condizioni è emerso Michel Agazzi, che con la Triumph del team SM Racing ha costruito una vittoria netta, firmando anche il giro veloce in 2'24"961. Alle sue spalle la lotta per il podio è stata serratissima: Alessandro Aguilar Carballo ha chiuso secondo davanti a Manuel Rocca e Filippo Bianchi, separati tra loro da appena 129 millesimi. Coppola, ottavo sul bagnato, ha limitato i danni: Bianchi è ora leader con 64 punti, uno solo più di Coppola.

5 Moto3, Perez allunga

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La Moto3 ha vissuto al Mugello un weekend con tre atti molto diversi. Sabato Gara 1 aveva premiato Vicente Perez Selfa, vincitore per appena 165 millesimi sul compagno di squadra Pablo Olivares Rodriguez, in una doppietta firmata GP Project 2 Wheels 2WheelsPoliTO, con Valentino Sponga terzo e Mirko Gennai quarto. Domenica mattina, però, la Superpole Race sul bagnato aveva rimescolato completamente le carte: bandiera rossa, ripartenza con gara ridotta a 7 giri e successo di Luca Da Dalt davanti proprio a Gennai e Samuele Baldi, mentre Olivares Rodriguez era caduto alla curva 11 e Perez non aveva preso il via. Gara 2 ha riportato Perez al centro della scena. Partito dalla seconda fila, dalla sesta casella, lo spagnolo del GP Project 2 Wheels 2WheelsPoliTO ha preso subito il comando e non lo ha più lasciato, costruendo giro dopo giro un margine diventato presto incolmabile. In una gara su pista ancora bagnata, Perez ha chiuso gli 11 giri in 25'44"025, con oltre 21 secondi su Luca Da Dalt, firmando anche il giro veloce all’ultimo passaggio in 2'15"334. Alle sue spalle la gara sembrava essersi cristallizzata molto presto, con distacchi importanti e posizioni apparentemente definite. Il contagiri mostra infatti Perez sempre primo, Da Dalt sempre secondo e Baldi stabilmente terzo fino all’ultimo giro, davanti a Gennai. Proprio nel finale, però, Gennai ha dato alla corsa il suo spunto più interessante: il pilota della Polimi Motorcycle Factory ha progressivamente ridotto il distacco da Baldi, fino a completare il sorpasso nell’ultimo passaggio e a chiudere terzo, con appena 382 millesimi di vantaggio. Il dato tecnico conferma la qualità della rimonta: oltre al vincitore Perez, Gennai è stato l’unico pilota capace di scendere sotto il 2'16", con il suo 2'15"779 all’ultimo giro. Il confronto fra le due realtà universitarie resta quindi uno degli elementi più curiosi della categoria: da una parte il progetto torinese GP Project 2 Wheels 2WheelsPoliTO, con Perez vincitore e nuovo leader; dall’altra il Polimi Motorcycle Factory, che con Gennai ha salvato il podio e mostrato un passo finale molto competitivo. La classifica di campionato è cortissima: Perez sale a 77 punti, ma Da Dalt è a 75, mentre Sponga e Gennai sono appaiati a 74. Dopo il Mugello, la Moto3 resta una delle classi più aperte del Civ.

6 Moto4, Rizzi resta al comando

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La Moto4 aveva regalato sabato una delle gare più tirate del weekend, con Luca Rizzi vincitore di Gara 1 per appena 52 millesimi su Edoardo Savino, mentre Mathias Tamburini aveva completato il podio davanti a Sebastian Ferrucci e Alessio Paglioni: cinque piloti racchiusi in soli 249 millesimi, con Ferrucci autore del giro veloce in 2'03"011. Domenica, però, la pioggia costante ha cambiato completamente lo scenario. Gara 2 è partita alle 12.17, pochi minuti dopo l’orario previsto, con pista bagnata e temperatura dell'aria scesa a 15°. In condizioni molto più insidiose è emerso Alessio Paglioni, capace di vincere con la Honda del Team Bike 44 davanti ad Andrea Benvenuti e Davide Dotta, firmando anche il giro veloce in 2'29"576. Alle loro spalle Ferrucci ha chiuso quarto davanti a Lorenzo Fino e Stefano Salvetti. Gara difficile per diversi protagonisti del sabato: Rizzi è caduto alla curva 12 dopo due giri, Lupo Junior alla curva 11, Savino alla curva 3 e Tamburini alla curva 5 quando era ancora in piena lotta nelle posizioni di vertice. Nonostante il ritiro, Rizzi conserva la leadership del campionato con 91 punti, davanti a Ferrucci salito a 74, Dotta a 72 e Paglioni a 67, rilanciato dalla vittoria domenicale.

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