L'allenatore nerazzurro: "Da calciatore, io con un giallo addosso non avrei messo le mani addosso ad un avversario. Soprattutto se vieni anticipato e si apre la possibilità di un contropiede"
Ma quanto pesa, questo primo big match conquistato dall'Inter di Chivu? Contro la Juve, al termine di un derby d'Italia pazzo, vincendo al 90'. E ripiazzandosi lì sopra a +8 sul Milan 2°. "Abbiamo patito un po': non si vinceva uno scontro diretto da due anni, ma con il cuore siamo riusciti a portarla a casa. Mi prendo la vittoria, il carattere, la ricerca di andare a far male contro una squadra che da quando è arrivato Spalletti mette in difficoltà chiunque, sia sul piano individuale che collettivo. Bisogna fargli i complimenti perché è una signora squadra". Alla vigilia, proprio Chivu aveva detto che avrebbe iniziato "a parlare di arbitri quando vedrò un allenatore in conferenza chiedere scusa dopo un episodio a favore". E oggi è successo a lui, con l'espulsione estratta ai danni di Kalulu dopo la simulazione di Bastoni. "Per me è un tocco leggero, ma è un tocco. Io quando ho subito torti leggeri ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Kalulu ha esperienza e in alcune circostanze le mani bisogna tenerle a casa - rivendica l'allenatore dell'Inter -. Bastoni l'ho tolto perché temevo Conceiçao, sapendo che sarebbe uscito anche lui all'intervallo magari l'avrei lasciato. Immedesimarmi in Kalulu? Io con un giallo addosso non avrei messo le mani addosso ad un avversario, soprattutto se anticipato e con un contropiede aperto". Sui big match: "Spero che la vittoria di oggi sia la svolta. Anche oggi la squadra non mi è piaciuta, non ha proposto quanto abbiamo preparato, ma mi prendo la vittoria perché è importante. Vincere a Dortmund era uguale. Ma oggi si è sentita l'assenza di vittorie contro le grandi negli ultimi due anni. La Juve merita i complimenti perché l'ha pareggiata anche in 10. E ci è venuta anche un po' di paura di perderla o di non vincerla. Fortunatamente è venuto fuori il carattere della squadra".

