Chi è Stefano Di Stefano, tra i consiglieri del Mef in Montepaschi

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   Dirigente speciale a capo delle "partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici", in sostanza i gangli centrali attraverso cui il ministero dell'Economia gestisce e valorizza la fitta rete delle partecipate. Con la delega ad "attività propedeutiche all'esercizio dei poteri speciali di cui al decreto-legge 15 marzo 2012".

Ossia l'accesso alle informazioni privilegiate - attività istruttorie, predisposizione dei documenti, rapporti con le istituzioni Ue - delle società sotto golden power, o di quelle attenzionate per essere protette nel nome del loro ruolo strategico e d'interesse nazionale.

    E' un curriculum di peso quello di Stefano di Stefano, l'alto dirigente del Mef che la Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di insider trading per l'acquisto di azioni di Mediobanca e Mps nel mezzo del 'risiko bancario'.

   Di Stefano riporta direttamente al Direttore generale Francesco Soro. In quanto azionista di Mps ed ente che ha messo sul mercato a più riprese titoli della banca senese, il ministero ha rivestito un ruolo nella vicenda, a partire dalla cessione delle azioni dell'istituto, finite fra le partecipate dopo il salvataggio della banca. Fino alla presenza, in quanto azionista, nel Consiglio d'amministrazione del Montepaschi, in cui proprio di Stefano rappresenta l'esponente più un vista per i rapporti fra la banca e il Tesoro, tuttora azionista col 4,86% del capitale: Di Stefano è componente del board di nomina del ministero dall'aprile 2022, nel cui ambito tuttora ricopre - si legge sul sito della banca - anche l'incarico di componente del Comitato rischi e sostenibilità.


    Una carriera costruita nei decenni, dalla laurea alla Luiss alle esperienze in Bnp, poi Sofipa (Mediocredito Centrale), Iri, e dal 2000 al 2009 Invitalia, fino all'arrivo a via XX settembre.

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