Cellino ad Allegri: "Max, ti dico dove hai sbagliato. Ora resta al Milan e fai solo l'allenatore"

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L'ex presidente del Cagliari ha lanciato Max: "Senza di me, ora farebbe il preparatore atletico. L'ho sentito fare riferimenti al mercato e non è da lui, però ad allenare un club è il più bravo, assieme a Conte"

Andrea Ramazzotti

Giornalista

21 maggio - 00:02 - MILANO

È tornato da Londra a Cagliari per passare qualche giorno in Sardegna, la "sua" isola. Dopo l'esperienza al Brescia, Massimo Cellino è uscito dal mondo del calcio, ma non ha dimenticato il legame che lo unisce a Massimiliano Allegri. È stato l'ex patron rossoblù, nel 2008, a scegliere Max per guidare il Cagliari e poi a difenderlo nonostante le cinque sconfitte nelle prime cinque giornate. I due sono rimasti amici, si stimano e a pochi giorni da Milan-Cagliari di domenica, Cellino ha voluto indirizzare al suo ex tecnico qualche messaggio... alla Cellino. 

Cellino, lei è stato il primo a puntare su Allegri in Serie A, dandogli la panchina del Cagliari. Perché lo ha fatto?

"Un'intuizione. Mi avevano detto come lavorava e avevo visto i risultati che aveva ottenuto. Ci ho parlato e mi è subito piaciuto: ha idee chiare, le sa esporre bene, è un uomo di calcio che ha sempre vissuto nel calcio. Sa stare in questo mondo e confrontarsi con le persone. Parlare con me (ride, ndr) non sempre era facile, soprattutto quando mi arrabbiavo". 

A Cagliari Max non ha iniziato bene e lei lo ha difeso.

"Cinque sconfitte di fila, poi alla sesta il pareggio con il Milan... Se non avesse avuto un presidente come me, magari lo avrebbero rimandato a casa e adesso farebbe il preparatore atletico (ride di nuovo, ndr). Invece è rimasto e ha fatto vedere di che pasta è fatto. Il problema non era lui, ma la squadra che era distratta dalla possibilità che Ballardini tornasse sulla nostra panchina dopo la salvezza raggiunta l'anno prima. Quando Ballardini è andato a Palermo, la situazione si è normalizzata e Allegri ha iniziato a fare risultati perché era ed è bravo". 

Con il Milan ha attraversato un periodo difficile, interrotto dalla vittoria di domenica a Genova. Perché secondo lei?

"A Massimiliano dico di rimettersi a fare l'allenatore e di non rompere le scatole (usa un'espressione più colorita, ndr) su altri temi. L'ho sentito fare riferimenti alla rosa da rinforzare per il prossimo anno e questo non è da lui. L'Allegri che conosco io sapeva lavorare con quello che gli davi. Era capace di fare di necessità virtù. Non si è mai lamentato di un'assenza per infortunio o di una squalifica. Dava tranquillità al gruppo, lo allenava bene ed era un valore aggiunto. Non è da Allegri chiedere giocatori. Se lo fa, non è più il 'mio' Allegri, quello che conosco bene".

Massimo Cellino

ex pres. Cagliari

Massimo Cellino, 69 anni, proprietario del Cagliari dal 1992 al 2014, del Leeds dal 2014 al 2017 e del Brescia dal 2017 al 2025.

In fase di programmazione della prossima stagione però è normale rispondere alle domande dei giornalisti che vogliono sapere. Non crede? 

"Io credo che la stagione non sia ancora finita e che abbia sbagliato a farsi distrarre. Non penso che, visti i risultati avuti fino a marzo, il suo Milan avrebbe dovuto attendere fino all'ultima partita per conquistare la qualificazione alla Champions. Ha tanti meriti, ma qualcosa secondo me ha sbagliato pure lui". 

Cosa? 

"Forse si è fatto distrarre da qualche voce. Per esempio quelle sulla Nazionale. È normale che un allenatore bravo venga cercato da altri... ma con me come presidente, non si sarebbe distratto. Questo ve lo posso assicurare". 

Io per la Nazionale prenderei Ranieri, che per comunicazione e rapporto con i giocatori è il massimo

Massimo Cellinoex presidente di Ranieri a Cagliari

Come si sarebbe comportato? 

"Tra noi bastavano poche parole. Gli avrei detto: 'Fai l'allenatore e non rompere sul futuro e su altri argomenti'. Lo facevo anche con i miei figli e a lui voglio bene come a loro". 

Non le piacerebbe vedere Allegri sulla panchina della Nazionale? 

"È presto per dire chi diventerà ct. Prima c'è da eleggere il presidente federale, poi sarà lui a decidere l'allenatore della Nazionale. Malagò non è più un ragazzino, ma ha ancora le energie per riparare i danni fatti nel nostro calcio che è stato devastato dalle decisioni politiche e da scelte sciagurate. Come sarebbe finito il calcio italiano senza soldi era facile prevederlo anni fa: io sono stato fatto fuori, ma me ne sarei andato via comunque". 

Non ha risposto su Allegri ct dell'Italia...

"Conte e Allegri sono i migliori tecnici per guidare una squadra di club, ma per la Nazionale serve un motivatore, uno psicologo, uno che sappia tirare fuori dai calciatori il massimo nei pochi allenamenti che ci sono a Coverciano durante l'anno. Per questo io prenderei Ranieri che sotto l'aspetto della comunicazione e del rapporto con i giocatori è il massimo. Claudio riesce a farsi voler bene dal gruppo e viene seguito da tutti. E poi c'è anche un aspetto economico: per un allenatore della Nazionale è anacronistico spendere certe cifre. L'Italia non può farlo. Chi vuole la Nazionale deve scendere a compromessi dal punto di vista economico". 

Secondo lei, quindi, Allegri deve restare al Milan?

"C'è stato in passato e c'è ritornato. Per me non si deve muovere da lì perché ha la maglietta del Milan addosso. Sono sicuro che la società farà il possibile per accontentarlo. Il resto dovrà farlo lui perché è un valore aggiunto per le squadre che guida". 

Domenica sera guarderà in tv Milan-Cagliari? A Max manca una vittoria per andare in Champions... 

"Non penso che la guarderò... A questo punto il Milan l'ingresso tra le prime quattro può solo buttarlo dalla finestra perché il Cagliari si è già salvato e andrà a Milano felice, per giocare una partita tranquilla. Se non si fosse distratto, Allegri domenica affronterebbe una sorta di amichevole. Adesso invece dovrà stare sul pezzo qualche altro giorno". 

Per la prossima stagione il suo amico Galliani potrebbe dare una mano ad Allegri visto che tra loro due c'è un bel feeling? 

"Io ho quasi 70 anni quest'anno e Adriano ne ha 12 anni più di me. Per il bene che gli voglio, gli auguro di vivere fino a 150 anni, ma per stare nel calcio ci vuole energia. Lui l'esperienza ce l'ha e gliela riconosco. In più ha vinto tutto e sa come si gestisce un club. Ciò premesso, se tornasse al Milan sarebbe difficile anche per lui rifare le cose del passato. Anche io vorrei tornare a fare gli assoli con la chitarra di 10 anni fa, ma il tempo passa... Il calcio è cambiato rispetto ai nostri tempi o quanto meno sono cambiati i proprietari: prima c'erano Berlusconi, Moratti, ora ci sono i fondi... Dirigenti bravi come Galliani o Cellino in circolazione non ne vedo, ma bisogna essere anche capaci di relazionarsi con le nuove tecnologie e con i cambiamenti che ci sono stati. Oppure avere dei collaboratori validi dei quali ci si fida". 

Felice della salvezza del suo Cagliari? 

"È la 'mia' squadra, quella alla quale voglio più bene. Ne voglio a Giulini, a chi lavora nel club e alla piazza. Per il Cagliari, conquistare la permanenza in Serie A è più difficile che per il Milan andare in Champions. Hanno fatto un bel lavoro e sono felice per loro". 

Chiudiamo con un messaggio per Allegri. Il suo amico Cellino cosa vuole dirgli? 

"Fai il tuo dovere e resta al Milan. Sei bravo, lo sai che io non mi sbaglio sugli allenatori e su di te: con il Milan vincerai ancora".

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