Casadei e Anjorin, sprint di primavera: D'Aversa punta su di loro per il rush finale

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La sosta aiuterà entrambi a riguadagnare posizioni. Tino sta sempre meglio. Cesare, da trequartista, potrebbe fare coppia con Vlasic in un 3-4-2-1

Mario Pagliara

Giornalista

27 marzo - 10:32 - MILANO

Sono due storie diverse, però anche tanto avvicinabili. Perché Tino Anjorin e Cesare Casadei hanno in comune un elemento che spinge D’Aversa a porre un like speciale su questo racconto: vogliono riguadagnare posizioni nel più breve tempo possibile. Il tecnico se lo augura, il Toro li sta aspettando, la sosta primaverile può definirsi benedetta per tutti e due, e cade nel momento opportuno: per Anjorin e Casadei è la classica grande occasione. 

Al Filadelfia

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I due centrocampisti sono, in questi giorni, al Filadelfia perché non sono stati convocati dalle loro nazionali. Da martedì D’Aversa sta lavorando con un gruppo ristretto, senza undici giocatori chiamati dai vari ct in giro per il mondo. Il periodo è ghiotto per Anjorin e Casadei per mettersi in luce, provando a riconquistare spazi in vista del finale di campionato nel quale il Toro avrà bisogno di tutte le sue potenzialità. Proprio "potenzialità" è una parola chiave: Anjorin e Casadei hanno delle qualità che, finora, o non si sono ancora mostrate (è il caso dell’inglese) o non si sono sviluppate del tutto (il romagnolo). 

Sta arrivando

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Nell’ultimo mese, le gerarchie a centrocampo si sono ben definite. Nel modulo col doppio mediano (il 3-4-1-2) D’Aversa ha puntato sulla staffetta Ilkhan-Prati sul centrodestra, mentre ha sempre schierato Gineitis nell’undici dall’altra parte. Di Anjorin il tecnico ha parlato spesso, e su di lui ripone aspettative elevate. Non può essere diversamente: conosce bene questo centrocampista avendolo già allenato ad Empoli un anno fa. Il Toro sta aspettando l’inglese che, sin dai giorni del ritiro di Prato allo Stelvio, ha fatto i conti con diverse problematiche fisiche. Le indicazioni che filtrano dal Filadelfia, però, raccontano che adesso è vicino al punto di svolta. Da qualche settimana la sua condizione è segnalata in grande ascesa, si sta allenando con continuità e su ritmi elevati. Una situazione che, di recente, ha spinto D’Aversa a sposare la linea dell’ottimismo: "Sta crescendo in maniera esponenziale, quando starà bene sarà una risorsa molto importante". D’Aversa considera Anjorin un centrocampista completo, uno con un bagaglio al livello della Premier. A patto, naturalmente, che stia bene. Ad Empoli lo ha impiegato da tuttocampista: mediano spesso sul centrodestra nel 3-4-1-2, qualche capatina anche sul centrosinistra, regista quando si è messo a 5. 

segnali

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L’allenatore punta su Casadei, dal quale si aspetta una maturazione rapida e completa. Sul piano tecnico Cesare ha già attraversato una buona crescita nell’ultimo anno vissuto al Toro, da quando cioè è rientrato in Italia. In questo campionato ha segnato tanto, già quattro volte, e ha dato un discreto contributo sul gioco aereo, soprattutto grazie alla sua fisicità. D’Aversa sta studiando un futuro per lui più vicino alla porta avversaria: insomma, più da trequartista e meno da mediano. Nell’evoluzione del modulo di base verso il 3-4-2-1 potrebbe fare coppia con l’intoccabile Vlasic. Insomma, la primavera presenta occasioni per due da non sciupare.

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