Il fenomeno della comicità pulita e trasversale premiato a Pescara con il Pulcinella Digital Award 2026 parla del successo della sua nuova serie TV: "Stiamo già ragionando sulla seconda stagione"
"La risata è come il pane, se la sai fare buona la vogliono tutti". A parlare è Pera Toons, al secolo Alessandro Perugini, premiato con il Pulcinella Digital Award 2026 a Cartoons On The Bay 2026, il Festival internazionale dell’animazione promosso da Rai e organizzato da Rai Com, in programma a Pescara dal 27 al 30 maggio. Dopo aver conquistato il web e le classifiche editoriali con 7 milioni di follower e oltre 3 milioni di libri venduti, l'autore ha raccontato il debutto della sua serie 'Prova a non ridere!' su Rai Gulp e i progetti futuri, confermando che una seconda stagione è già in fase di valutazione. La serie è partita il diciotto maggio e dopo pochi giorni è già tra i titolo più visti. "Non mi aspettavo una partenza così", ammette Perugini. "Non mi rendo conto dei numeri che ha una televisione. Però avevo capito che stava andando bene perché il mio pubblico aveva apprezzato. Mi bastavano i feedback reali delle persone, più che i numeri scritti".
A fare chiarezza sui numeri ci pensa però Roberto Genovesi, direttore di Rai Kids: "La serie è al secondo posto su Raiplay tra i prodotti per bambini, tra 'Bluey' e 'Masha e Orso' e nella top10 generale dei prodotti più visti. Su RaiGulp, che di media fa 10-11mila spettatori su lineare, è riuscito a raggiungere in alcune condizioni oltre 110mila". E il successo, costruito sul "meglio di Pera Toons, le migliori battute, riviste e rivisitate", ha spinto subito a guardare avanti. "Stiamo già ragionando sulla seconda stagione", conferma il fumettista. L'obiettivo è un "win-win-win", dove a vincere non sono solo autore ed editore, ma anche "lo spettatore, che ha tutto gratuitamente. Per questo adoro la Rai".
Per il futuro, l'idea è di mantenere il format di successo con "tante battute incalzanti", ma anche di sperimentare "episodi un po' più lunghi, monoconclusivi, che fanno parte di una storia più orizzontale, dove comunque all'interno ci sono tantissime battute". Una formula già testata con successo nei suoi libri.
Nonostante il successo su più piattaforme, Pera Toons non ha intenzione di abbandonare la via della comicità per esplorare generi diversi come un graphic novel senza risata. "Sinceramente no, perché ho sempre seguito il gusto del pubblico", spiega. La sua bussola resta la gag, anche se non esclude nuove direzioni, come la "divulgazione scientifica", magari raccontando il passaggio all'età dei metalli, ma sempre con il suo stile. "La cosa più bella è raccontare la realtà", afferma, citando l'ispirazione trovata sul libro di storia della figlia di otto anni e mezzo che funge da prima tester dei suoi lavori.
Ma è difficile far ridere oggi? "Sì, soprattutto non puoi far ridere una persona che non vuole ridere", riflette Perugini. "La cosa bella è che i bambini invece si prestano molto, la ricercano". Per lui, però, far ridere è diventata una missione: "Controbilancia il fatto che ce ne sia bisogno. Lo rende come il pane, una roba che, se la sai fare buona, la vogliono tutti".
Un successo che porta con sé anche le bizzarrie della fama, come la richiesta di "fare una battuta" a comando. "Quando me lo chiedono non ci riesco. Mi sembro un jukebox. Te la devi subire", scherza, rivelando una fusione sempre più stretta tra l'autore, Alessandro, e il suo personaggio, Pera. "Sto diventando un simulacro. L'immagine che modifica la realtà".





