Re Carlo III ha annunciato che non risiederà più a Buckingham Palace nonostante sia quasi conclusa una mega ristrutturazione da 370 milioni di sterline. L'intenzione era nota da tempo, coi lavori iniziati fra l'altro quando c'era la regina Elisabetta II e destinati a finire l'anno prossimo, ma la formalizzazione ha scatenato una bufera sulla corona, per di più da fronti opposti. Un tabloid filo-monarchico e di destra come il Daily Express ha addirittura sostenuto che con questa decisione Carlo III "rischia di commettere il peggiore errore del suo regno".
Non solo vengono sollevati dubbi sulla rottura della tradizione, con l'addio all'edificio simbolo diventato residenza ufficiale nell'800 con la regina Vittoria, al quale invece Carlo ha preferito in via definitiva la soluzione della più discreta Clarence House per i soggiorni londinesi. Ma in questo modo la Royal Family si è anche esposta all'accusa di sprechi, nonostante sia stato precisato che il Palazzo, oltre a restare nella disponibilità del sovrano, verrà sempre più reso accessibile al pubblico, con quindi un notevole ritorno economico grazie alla grande attrattiva per i turisti.
Gli anti-monarchici di Republic hanno infatti colto l'occasione per protestare. "Il governo ha accettato di spendere 370 milioni di sterline per ristrutturare Buckingham Palace, e ora Carlo non vuole usarlo", ha detto il leader del gruppo, Graham Smith.
Nemmeno la scelta senza precedenti di svelare le tasse pagate dal monarca - 30 milioni di sterline da quando è diventato sovrano nel 2022 - e quelle dell'erede al trono, il principe William, superiori ai 20 milioni di sterline nello stesso periodo, ha convinto del tutto, sebbene Carlo risulti fra i primi cento contribuenti del Paese. Il Times ha sottolineato come resti comunque una certa opacità su quanto è stato rivelato e sui criteri usati per calcolare le tasse dei Windsor.
Allo stesso tempo, il Sovereign Grant, l'appannaggio messo a disposizione della dinastia dallo Stato per le spese istituzionali e quelle dei reali senior, è destinato a raddoppiare in tre anni, passando da 51,8 milioni di sterline del 2024-25 a 100 milioni nel 2027-28. Non solo, la lente sulle spese ha fatto emergere come missione più onerosa all'estero dell'ultimo anno quella di William in Arabia Saudita, costata oltre 130 mila sterline, più delle 127 mila della visita di Stato di Carlo con la regina Camilla in Italia.
Il sovrano 77enne e in cura per una forma non precisata di cancro sta comunque tentando di venire incontro all'opinione pubblica, in un momento di crisi di popolarità della monarchia per lo scandalo dei legami fra l'ex principe Andrea e Jeffrey Epstein, e di diradare per quanto possibile le ombre che incombono sulla casata prima della successione.
Anche sul piano più strettamente familiare, come dimostrerebbe l'apparente tentativo di rilancio della riconciliazione con il figlio minore, il principe ribelle Harry, in arrivo nel Regno Unito a luglio con la consorte Meghan e i principini Archie e Lilibet per la prima volta dal 2022. Secondo i media, ai duchi di Sussex - a sei anni dallo strappo dalla Royal Family e dal trasferimento in California - sarebbe stato offerto per volontà del monarca l'uso di una residenza reale per il loro soggiorno.
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