Cannavaro e il debutto del suo Uzbekistan: "Indimenticabile. Orgoglioso del gioco e del carattere"

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Il tecnico ha guidato gli asiatici - sconfitti 3-1 dalla Colombia - nella loro prima gara a un Mondiale: "Siamo andati vicini al pareggio. Ora giocheremo con maggiore tranquillità le prossime partite"

Non lasciatevi ingannare dal punteggio. Se non avete visto la partita, sappiate che l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro ha complicato il debutto della Colombia e ha concesso pochissimo agli avversari. I due gol di scarto sono un passivo eccessivo, sia perché la terza rete è arrivata al minuto 99, sia perché la squadra sudamericana ha tirato nello specchio di Yusupov appena cinque volte. Ovviamente la Colombia ha comandato il gioco, ma gli asiatici hanno interpretato bene la gara difendendo a cinque in fase di non possesso e tenendo strette le linee. Gli errori di alcuni uzbeki e le giocate di Luis Diaz hanno fatto la differenza, ma Cannavaro ha ricevuto risposte positive dai suoi giocatori, come ha detto subito dopo la partita.

Fabio, è soddisfatto del debutto al Mondiale nonostante la sconfitta? 

"Sì. Da quando ho iniziato ad allenare questa squadra ho pensato solo a lavorare nel modo migliore per arrivare preparati a quest’appuntamento. L’Uzbekistan è una nazionale con buone qualità e prima della gara ho solo detto ai ragazzi di restare in partita perché non è facile affrontare la Colombia. Se nei primi minuti avessimo perso le distanze, si sarebbe complicato tutto. Ma la squadra ha capito quando doveva soffrire e quando invece poteva osare di più".

Qual è la lezione che avete imparato all’Azteca? 

"A questi livelli, se sbagli, paghi subito. E se sbagli un po' troppo, perdi. Al Mondiale gli errori non vengono perdonati. Ad esempio, abbiamo giocato troppo per vie centrali, cosa che avevo chiesto di non fare perché la Colombia ama ripartire rapidamente dopo aver riconquistato palla. I primi due gol sono arrivati così. Nel primo caso siamo stati anche pigri, perdendo le marcature e non seguendo l’avversario. Con le sostituzioni ho cercato di cambiare qualcosa, di tenere la squadra viva e alla ricerca del pareggio e ci siamo anche andati vicini".

Uzbekistan's Rustam Ashurmatov and Colombia's Luis Suarez, right, battle for the ball during the World Cup Group K soccer match between Uzbekistan and Colombia in Mexico City, Wednesday, June 17, 2026. (AP Photo/Natacha Pisarenko)

Cosa ha detto alla squadra appena rientrati nello spogliatoio? 

"Ho detto ai ragazzi che sono molto orgoglioso del gioco, dell’impegno, del carattere. Questa era una partita delicata perché ci avrebbe fatto capire il nostro ruolo al Mondiale. Il debutto è stato buono e adesso giocheremo con maggiore tranquillità contro Portogallo e Repubblica Democratica del Congo: avversari contro i quali vogliamo crescere ancora un po'. Con la Colombia siamo stati bravi, ma non perfetti".

L’ambiente non era facile. All’Azteca c’erano quasi solo tifosi colombiani. Avete sofferto questa situazione? 

"Era come se fossimo in Colombia, non in Messico. Però giocare qui è una cosa meravigliosa che ti porti dentro per tutta la vita. Tutti ricorderemo questa serata per sempre. Però a me è capitato di vincere in situazione analoghe, con tutto il tifo a sfavore, la semifinale europea contro l’Olanda nel 2000 e quella Mondiale con la Germania nel 2006. Sono comunque esperienze che ti fanno crescere e ti danno motivazioni".

Giocare all'Azteca è stata una cosa meravigliosa, che ti porti dentro per tutta la vita. Tutti ricorderemo questa serata per sempre

Fabio CannavaroSul debutto al Mondiale

L’Uzbekistan ha dimostrato di poter stare al Mondiale? 

"Sicuramente. All’intervallo ho invitato i ragazzi a non aver paura quando avevamo la palla e nella ripresa siamo stati più coraggiosi. Dal punto di vista tattico siamo stati bravi, poi la differenza l’ha fatta, come spesso accade, la qualità dei giocatori".

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