Un meccanismo idraulico collega i muscoli dell'addome al cervello, e potrebbe spiegare perché l'esercizio fisico protegge dalle malattie neurodegenerative
Eugenio Spagnuolo
16 maggio - 18:10 - MILANO
Quando ci alziamo dalla sedia, tendiamo i muscoli addominali per un istante, senza pensarci. Quando facciamo un passo, li contraiamo di nuovo. È un gesto automatico che nessuno noterebbe mai. Eppure, secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience da un gruppo della Penn State, ogni volta che succede il cervello si muove leggermente all'interno del cranio, e quel movimento potrebbe contribuire a tenerlo pulito.
UN "sistema idraulico" di pulizia dall'addome al cervello
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In pratica quando gli addominali si stringono, spingono sangue verso l'alto attraverso la rete di vene che corre lungo la colonna vertebrale, il cosiddetto plesso venoso vertebrale, che collega la cavità addominale al canale spinale e da lì al cervello. L'aumento di pressione fa oscillare il cervello. Patrick Drew, che ha guidato lo studio, lo descrive come un sistema idraulico: "Quando i muscoli addominali si contraggono, spingono il sangue dall'addome nel midollo spinale, applicando pressione al cervello e facendolo muovere". Per verificarlo, i ricercatori hanno studiato topi in movimento con tecniche di imaging ad alta risoluzione, osservando che il cervello si spostava appena prima che l'animale si muovesse, subito dopo la contrazione muscolare. Hanno poi applicato sull'addome delle cavie una leggera pressione, minore di quella di un normale misuratore della pressione arteriosa, e il risultato è stato lo stesso: il cervello si è spostato e ha ripreso la posizione originale nel momento in cui la pressione è stata rimossa.
A quel punto si poneva la domanda: perché questo semplice movimento dovrebbe far bene? Il cervello è circondato e attraversato dal liquido cerebrospinale, un fluido trasparente che svolge, tra le altre cose, il compito di trasportare via i prodotti di scarto del metabolismo cerebrale. Quando questo sistema di pulizia funziona male, le scorie si accumulano e l'accumulo di alcune proteine è associato a malattie come l'Alzheimer. Per capire come il movimento del cervello influisce sulla circolazione di questo liquido, i ricercatori hanno costruito simulazioni al computer, trattando il cervello come una spugna: una struttura solida con pori attraverso cui scorre il fluido. Francesco Costanzo, che ha curato la parte di modellizzazione, spiega: "Come si lava una spugna sporca? La si mette sotto l'acqua corrente e la si strizza. Nelle nostre simulazioni abbiamo potuto capire come il movimento del cervello provocato da una contrazione addominale può favorire il flusso del liquido intorno al cervello, contribuendo così a eliminare i prodotti di scarto".
basta poco
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La buona notizia è che funziona con ogni piccolo gesto quotidiano: fare un passo, contrarre la pancia prima di alzarsi, qualsiasi attività fisica, anche minima. "Questo tipo di movimento è minuscolo", dice Drew. "È quello che si genera quando si cammina o si contraggono i muscoli addominali, cosa che avviene in qualsiasi attività fisica. Potrebbe fare una differenza enorme per la salute del cervello". Una prospettiva alquanto inedita sul legame tra esercizio fisico e riduzione del rischio di malattie neurodegenerative, che suggerisce che uno dei meccanismi in gioco sia proprio questo: il cervello che, sospinto dai muscoli dell'addome, si ripulisce mentre ci muoviamo. E più lo fa, meglio è.



