Inter, c'è il primo colpo: affondo finale per Jones, può arrivare a inizio giugno

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Chivu ha spinto forte per il centrocampista inglese che può arrivare nei prossimi giorni. Sullo sfondo resta Palestra, primo obiettivo per la fascia

Giovedì Cristian Chivu ha passato parte del pomeriggio nella sede di viale della Liberazione, dentro alla Milano dei grattacieli con il naso all’insù: era lì per impegni istituzionali, ma di questi tempi il mercato entra dalla finestra anche quando lo chiudi fuori dalla porta. Quanto Marco Palestra piaccia al tecnico romeno ormai è arcinoto, ma altrettanto conosciuta è la difficoltà nel trattare con la bottega atalantina: l’esterno è considerato da tutta l’Inter la priorità assoluta per la stagione che verrà, ma difficilmente sarà il primo colpo della nuova collezione. Si affonderà a Bergamo solo al momento opportuno, anzi il tempo può diventare il migliore alleato. Al netto di possibili imprevisti, potrebbe concretizzarsi prima un altro acquisto, più esotico ma non per questo meno strategico: tra tutti gli obiettivi nerazzurri, per ora è Curtis Jones ad avere i contorni più accesi. Per questo inglese dal carattere appuntito Chivu stravede, non a caso va alla ricerca certosina di giocatori con caratteristiche diverse rispetto a quelli già in rosa: un mediano “totale” come lui ad Appiano non c’è ancora.

altro contatto

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Allo staff nerazzurro Jones piace e non da ieri: già a gennaio tutti si aspettavano lo stesso pacco regalo da Liverpool. Al tempo, però, le condizioni non erano mature, si registrava una maggiore rigidità della controparte, ma sei mesi dopo tutto sembra meno complicato. Il centrocampista di Slot ha adesso solo un anno di contratto davanti a sé e nessuna garanzia di poter giocare con la continuità sperata nell’amatissimo gigante d’Inghilterra: proprio per questo è pronto ad abbracciare con entusiasmo una nuova vita italiana e il progetto nerazzurro, che conosce ormai a memoria e che preferisce a quello del ricco Galatasaray. Insomma, il problema non è certo il contratto di Curtis, semmai la posizione del Liverpool, che ha chiesto anche ai turchi più di trenta milioni per lasciarlo partire. L’Inter finora si è fermata alcune caselle prima, a venti, ma la chiave per una rapida risoluzione della pratica starebbe anche nella percentuale sull’eventuale futura rivendita. Dall’ammontare di questa quota dipende anche la disponibilità degli inglesi a fare uno sconticino decisivo sul prezzo totale. Proprio di questo aspetto si tornerà a discutere a breve, probabilmente già la prossima settimana, dopo un primo contatto tra le dirigenze per presentare i diversi punti di partenza.

in mezzo

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Il Liverpool si trova comunque davanti a un bivio esistenziale: non può permettersi un altro caso Konate, francesone via a parametro zero dopo lo stop alle trattative sul rinnovo, e vorrebbe accontentare l’ambizione estera di Curtis, ma allo stesso tempo non vuole “svendere” un 25enne della casa, cresciuto nell’Academy e abituato a respirare Reds già nella culla. In questo scenario, la forbice tra domanda e offerta potrebbe ridursi presto. Nello stesso tempo, anche la mediana di Chivu è destinata a cambiare pelle, senza snaturarsi troppo ma aggiungendo talento. Il reparto perderà senza troppi rimpianti Davide Frattesi, interessante pedina di scambio con l’Atalanta di Palestra, mentre all’ultima curva è stato trattenuto Henrikh Mkhitaryan, che ha accettato un anno in più a cifre ribassate e adesso deve solo mettere la firma di rito. Proprio la scelta dell’armeno ha ristretto i margini a centrocampo dove, al momento, c’è spazio per un solo ingresso e Jones è scattato via in solitaria. Insomma, può essere proprio lui il primo colpo della campagna di trasferimenti dell’estate 2027, più profonda delle ultime edizioni e destinata a dare a Chivu una squadra ancora più a propria immagine e somiglianza. Jones, ad esempio, contribuirebbe con versatilità tattica, da mezzala o trequartista, e abitudine ad alzare i giri: alla nuova Inter serve un’altra scarica di intensità prima possibile, magari già a inizio giugno. È vero che in ritiro si andrà solo un mese dopo, ma bisogna comunque battere sul tempo i rivali turchi, che di questi tempi fanno sul serio. 

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