C'è una squadra di ex stelle della Premier che gioca da anni contro gli abusi finanziari

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Una serie di investimenti che parevano vantaggiosissimi si sono rivelati una trappola per un gruppo di ex stelle del calcio inglese, in uno strano limbo in cui sono vittime per le autorità e allo stesso tempo pressati dal fisco. Un documentario della Bbc racconta come a un certo punto hanno deciso di fare squadra. E ora hanno in agenda un incontro con il governo

Giulio Di Feo

Giornalista

24 aprile - 13:44 - MILANO

"In quel momento non mi pareva una cosa così importante", disse Brian Deane il giorno di Ferragosto del 1992 negli spogliatoi di Bramall Lane. Aveva appena segnato la doppietta con cui lo Sheffield United aveva battuto il Manchester United e i giornalisti gli facevano notare che il suo gol di testa dopo 5 minuti sarebbe passato alla storia come il primo in assoluto della Premier League, visto che il campionato inglese aveva preso a farsi chiamare così. E Premier League non era solo un nome nuovo, ma anche un modello nuovo: il torneo si staccava dalla Football Association, diventava indipendente dal punto di vista economico e commerciale, negoziava da sé la cessione dei suoi diritti tv, iniziava a pompare al vertice del calcio inglese quei soldi che poi lo avrebbero fatto diventare nel giro di vent'anni la mecca dello sport. Brian Deane era uno dei migliori attaccanti del paese, da lì a poco sarebbe passato al Leeds, poi al Benfica, al Middlesbrough, al Leicester, ha giocato per 21 anni in giro per il mondo segnando 230 gol. Non guadagnava come un top player, quelli all'epoca erano in Italia o al Real Madrid, ma stava bene, molto bene, in anni in cui lo stipendio del calciatore inglese cresceva a dismisura: nel 1992 era intorno alle 80mila sterline l'anno, all'inizio del nuovo millennio avrebbe superato le 450mila.

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