Buone notizie: è tornato Arnaldi. E ora punta di nuovo alla Top 20

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Dopo un anno complicato a causa dell'infortunio al piede, il tennista di Sanremo sembra aver ritrovato il ritmo. Anche grazie al cambio d'allenatore

Federica Cocchi

Giornalista

21 maggio - 18:24 - MILANO

Il tennis italiano è bello per questo: se qualcuno è in difficoltà, ecco che qualcun altro riparte o si ritrova. Tra le buone notizie di questa primavera, e degli Internazionali, c’è sicuramente la ripartenza di Matteo Arnaldi. Il tennista di Sanremo, campione della prima Coppa Davis a Malaga ed ex Top 20, ha avuto un 2025 molto complicato, che l’ha portato a giocare poco, perdere fiducia e precipitare in classifica fuori dai primi 100 al mondo. Nel frattempo, c’è stato un avvicendamento tecnico che non ha portato i risultati sperati, dallo storico coach Matteo Petrone (con cui ha raggiunto i migliori risultati della carriera) al sudafricano Bourgault Du Coudray con cui però il rapporto non è decollato. Da un mese, Matteo sembra aver trovato pace e fiducia con Fabio Colangelo. L'ex coach di Lorenzo Sonego ha appena iniziato a impostare il lavoro con Matteo ma le premesse sembrano ottime: primo titolo della carriera nel Challenger 175 di Cagliari e terzo turno agli Internazionali, fermato da Rafa Jodar (a 19 anni il più giovane ad aver raggiunto i quarti di Roma da Djokovic 2007) dopo aver eliminato il tosto Munar e il numero 8 al mondo Alex De Minaur.

risalita

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Vincere aiuta a vincere, ma soprattutto ad avere fiducia nella strada intrapresa. Il piede destro poi, che lo ha fatto ammattire per un anno a causa di una microfrattura da stress al sesamoide, sembra essere in via di completa guarigione: "Finalmente sto giocando libero – ha detto al Foro -. Ancora non sono al 100%, però non posso lamentarmi. Sto giocando partite lunghe, finisco con un leggero fastidio, però il giorno dopo sto bene. Ci sono stati periodi molto peggiori, quando non riuscivo a esprimermi perché non stavo bene fisicamente. Non è bello giocare in quelle condizioni, ti condiziona, ti affatica. A me piace stare in campo, mi piace lottare". E infatti aveva quasi ribaltato il match con Jodar, ma a livello di preparazione fisica, da sempre uno dei suoi punti di forza, manca ancora qualcosa.

l'allenatore

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Fabio Colangelo non vuole prendersi troppi meriti per questo inizio scoppiettante del loro percorso, ma non può essere solo una coincidenza: "Matteo aveva bisogno di ritrovarsi, anche livello umano e non solo tecnico. Con il coach precedente, anche probabilmente per una questione di carattere e cultura diversi non era riuscito a trovare un’intesa, e così una persona del suo entourage mi ha contattato. Per il momento non abbiamo avuto modo di lavorare tanto insieme, ma abbiamo tracciato una rotta da seguire, e questo è importante". Colangelo si è confrontato con Matteo Civarolo, che da anni a Sanremo affianca Arnaldi e il preparatore Aldi: "Abbiamo convenuto che sicuramente il servizio è un colpo che deve migliorare – ha spiegato il tecnico torinese -. Prima di Madrid si sentiva un po’ in balia del caos in questo colpo, mi diceva, poi pian piano un pochino di ordine è tornato. Poi, per come l’ho visto io, un pochino penso che potrebbe verticalizzare in generale, andarsi a prendere la palla un po’ prima. Lui non deve perdere le sue qualità, che corre e si difende in una maniera fantastica, però ogni tanto prendersi la palla un pochino prima ci sta assolutamente. Su questi due macro temi è d’accordo anche lui, inizieremo da lì un po’ alla volta, senza voler affrettare le cose e imparando a conoscerci sempre meglio".

futuro

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I programmi adesso prevedono l’avvicinamento a Wimbledon, dove si è guadagnato l’Entry list: "Quella era una discriminante grossa, onestamente – prosegue Colangelo -. Visto il discorso del piede, se non fosse entrato in tabellone lì, magari avremmo fatto altre scelte. Abbiamo chiesto una wild card a Ginevra, perché le qualificazioni sono un po’ troppo presto e abbiamo un po’ paura: dovrebbe giocare già sabato. E avendo giocato così tanto nelle ultime settimane, arrivando da un periodo in cui non aveva mai giocato, abbiamo paura che sia un po’ troppo presto. Bisogna preservarlo un po’". Di classifica per ora non si parla, ma Arnaldi era abituato a respirare l’aria dei primi 20 al mondo dove aspira a tornare al più presto: "Non abbiamo affrontato ancora l’argomento perché nel breve periodo l’obiettivo era rientrare nei primi 100. Mentalmente, perdendo i punti di Madrid, si sentiva già 140-150 del mondo. Quindi l’obiettivo a breve termine era quello. Ed è stato bravissimo perché in due settimane, tra Cagliari e Roma, è riuscito a fare più punti di quelli che ha perso a Madrid, quindi la missione top 100 è compiuta. Adesso è chiaro che il prossimo obiettivo deve essere quello di iniziare a riavvicinarsi a dove era uno o due anni fa. Però tutto passa da un passo dopo l’altro. Se sta bene ha dimostrato che può tranquillamente tornarci".

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