Bologna, è un Dallinga da record: l'unico a segnare in Serie A e coppe

18 ore fa 1

Con la doppietta contro l'Empoli l'olandese ha segnato in ogni competizione alla sua prima stagione con la maglia rossoblù

Se verso il presidente Saputo, Vincenzo Italiano e i giocatori monta una gratitudine infinita, a Giovanni Sartori il popolo rossoblù riserva una sperticata forma di idolatria. Un giocatore balbetta? Non c’è problema, basta aspettare "perché tanto il 'Sarto' non sbaglia mai". Prendi, per esempio, Thijs Dallinga, l’eroe insieme ad Orsolini della notte del Castellani. Una doppietta, con risvolti raffinati, che vale un piede e mezzo nella finale di Coppa Italia a Roma. 

Numeri

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Il saldo dice 5 gol stagionali: non sarà un passo da bomber scafato, ma culla dentro di sé una peculiarità non banale. Torino, Roma, Dortmund e Empoli, ovvero campionato, Champions League e Coppa Italia. Insomma, l’olandese è l’unico giocatore rossoblù ad aver segnato in tutte le competizioni. L’anno passato, al Tolosa, ha chiuso la stagione con cinque assist e 19 gol di cui quattro smazzati in Europa League. Due addirittura al Liverpool, tra andata e ritorno, e pure quest’anno ha bucato i Reds ad Anfield con i rossoblù, anche se in fuorigioco. La sua dannazione di inizio stagione (gliene hanno annullati quattro in tutto), ma insomma la caratura internazionale c’è. Il Bologna lo ha prelevato la scorsa estate dal club francese investendo 15 milioni di euro che, per i cordoni della borsa di Casteldebole, non sono pochi. Significa crederci. Come ci ha sempre creduto anche Vincenzo Italiano che, per il 24enne Dallinga, ha pure ripescato la metafora del ketchup: "Appena salta il tappo vien giù a valanga, vedrete". E se il tappo non sta per saltare poco ci manca. Aldo Serena, che di gol ne sa, ha scritto ieri su X: "Dallinga gioca nel Bologna ed è un calciatore olandese nato a Groningen. Per la qualità, la bellezza e l’eleganza con la quale ha realizzato il primo gol a Empoli pensavo fosse nato a Utrecht". Iperbole, certo. Di cigno ce n’è uno solo. Ma a Bologna il punto è un altro: forse si tratta solo di aspettare.

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