Bellini l'oro della Pianese: "Dieci gol a metà stagione. E non è finita qui"

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Approdato tardi fra i professionisti, l'attaccante fiorentino è il capocannoniere del girone B di Serie C. E punta, adesso, a un girone di ritorno ancora da protagonista: "Un pensierino ai playoff? Perché no, con Birindelli in panchina..."

Lorenzo Topello

Collaboratore

2 febbraio - 19:42 - MILANO

Leggenda narra che qualche calciatore in vena di far festa abbia lasciato in gran segreto il ritiro dal Monte Amiata per una notte di bagordi a Roma, prima di far ritorno all’alba. Da Piancastagnaio, incastonata fra il senese e il grossetano, ci vogliono poco più di due ore. Eppure per Leonardo Bellini il segreto della Pianese è proprio la pace: “A me l’idea non è mai balzata in mente. Anzi, giocare sull’Amiata è una fortuna: niente distrazioni, solo buone abitudini. Una merenda o un aperitivo coi compagni vale molto di più di una zingarata o di uno sfogo lontano da qua”. A leggere i numeri viene da credergli: già in doppia cifra in Serie C a gennaio, è il capocannoniere del Girone B. Non male, per uno che sei mesi fa giocava nei Dilettanti.

Immaginiamo la serenità: siete in piena zona playoff.

“Ce la siamo guadagnata durante il girone di andata. Ora vogliamo continuare a spingere e magari ambire a qualcosa di più interessante. Stiamo facendo un pensierino ai playoff”.

La metà dei gol della Pianese li ha segnati lei: se n’è accorto?

“Se mi avessero detto che avrei raggiunto 10 gol già a metà campionato non ci avrei creduto. Ma lavoro anche per questo”.

Quanto è prezioso avere un tecnico col curriculum di Alessandro Birindelli?

“Si vede che è un uomo che ha giocato ai vertici del calcio, eppure si è calato tantissimo nella realtà della C. Spiega come andrà la partita prima ancora che succeda, spesso prende a modello situazioni accadute a lui alla Juve. A proposito, quando abbiamo affrontato la loro Under 23 ci ha spiegato in spogliatoio quanto fosse emozionante per lui: non poteva trattarsi di una gara come le altre. Abbiamo pareggiato, senza sfigurare”.

Chi è Leonardo Bellini?

 “Un’eccezione. Sono arrivato tra i Professionisti da non giovanissimo, coi miei 24 anni. Ma la chiamata della Pianese è arrivata nel momento in cui mi sentivo più pronto: meglio tardi che mai. Ho scalato tre categorie e penso di avere ancora margini di miglioramento”.

Già, lei ha fatto la storia recente del Poggibonsi, in Serie D.

“Stagioni indimenticabili, cominciate nel post-Covid quando abbiamo vinto i playoff di Eccellenza. Poi abbiamo giocato la post-season per andare in C più di una volta. Di sicuro ho fatto molta gavetta”.

Infine la chiamata della Pianese, in estate.

“Speravo prima o poi che il calcio diventasse il mio lavoro. Ho realizzato il sogno e lavoro ogni giorno per fare anche meglio”.

Lo fa a suon di gol, soprattutto: la tripletta con l’Ascoli è il punto più alto in stagione?

“Inevitabilmente sì. Segnare a loro è complicatissimo, hanno la miglior difesa d’Italia a livello statistico. Avergliene fatti tre mi ha riempito di orgoglio, anche se i primi sono arrivati su rigore. All’andata, dopotutto, era finita 0-0 e avevo sbagliato un paio di occasioni: mi ero promesso di non fallire ancora”.

Un aspetto per cui la C è meglio dei Dilettanti.

“Qua devi solo pensare a giocare, perché ci sono quattro arbitri e la tecnologia ad aiutarli nel vigilare sulla gara. In D spesso ci sono fattori diversi che condizionano le partite, meno tutela nei confronti di giocatori e arbitri. Ah, e i campi: non ne ho ancora visto uno sotto la sufficienza, qua”.

Ora il contrario. Un fattore che rende uniche la D e l’Eccellenza.

“La paesanità. L’idea di costruire una grande famiglia che comprenda anche il magazziniere, il bar del paese e il fruttivendolo della piazza. È ciò che rende i Dilettanti speciali. E posso dire con orgoglio che Piancastagnaio, nonostante abbia una squadra in Serie C, ha conservato questo aspetto di realtà a chilometro zero”.

Intuiamo che non si sia fissato un traguardo di reti. Però saprà che l’anno scorso Mignani (oggi al Benevento) ne ha segnati 18.

“Guglielmo è un amico e uno straordinario collega: ha fatto qualcosa di strepitoso e in paese lo rammentano ancora tutti. Dei suoi gol mi hanno parlato anche a luglio quando ho firmato, ma al suo traguardo per ora non penso: se dovessi eguagliarlo sarebbe meraviglioso”.

Come li celebra, tutti questi gol?

“Faccio il 14 con le mani. È il numero di famiglia: il giorno del matrimonio dei miei e della nascita di mio fratello, anche lui calciatore, in Serie D”.

Qual è il gol ideale di Leonardo Bellini?

“Mi sento un attaccante duttile, quindi ho più di un colpo preferito: sicuramente amo prendere il tempo al difensore e battere il portiere a freddo, ma sto sviluppando anche una passione per il colpo di testa”.

Un idolo?

“Messi. Ogni volta che riuscivo, mi incollavo davanti alle sue gare. Oggi dico Haaland, una macchina”.

Chi vince il Girone B?

“A inizio anno vedevo Ascoli e Arezzo, il Ravenna mi ha sorpreso. Ma vince l’Arezzo”.

Ci dice un giocatore di Serie C che vedremo ai piani alti prossimamente?

“D’Uffizi dell’Ascoli: un 2004 già vicino alla doppia cifra, salta l’uomo e spacca le partite. Mi ha lasciato di stucco, arriverà sicuramente a livelli più alti. Se si parla di esperienza, invece, dico che si vede che Eusepi, della Sambenedettese, ha segnato a valanga nei Professionisti: si muove in area come nessuno”.

E Bellini non ce lo mettiamo? Quest’estate il suo telefono squillerà parecchio.

“Posso supporlo, ma non ci penso. Devo cavalcare questa onda di gol con la Pianese”.

Un compagno della Pianese destinato a esplodere?

“Bertini ha già esordito in A con la Lazio, prima di scendere in B e in C da noi. Io dico che risalirà, prima o poi. E Masetti, difensore del 2001, merita almeno la B: ha avuto un po’ di sfortuna coi problemi fisici”.

Disegniamo uno scenario: la Pianese arriva quarta e Bellini segna 20 gol. Cosa farebbe?

“Caspita, darei la vita per un finale così. Dico che scenderei a piedi dalla vetta dall’Amiata fino a valle, all’autostrada. Ci vogliono ore e ore, ma me la farei pure adesso…”.

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