Barbara D'Urso fa causa a Mediaset: "Cacciata per vendetta personale, ci sono chat e audio"

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La conduttrice ha raccolto documenti, chat e audio che ricostruiscono l'accaduto ed è pronta a far valere le proprie ragioni in tribunale

15 maggio - 10:27 - MILANO

Poche settimane dopo la decisione di Barbara D'Urso di portare in tribunale Mediaset, al termine di una procedura di mediazione che si è conclusa con un nulla di fatto, la conduttrice ha deciso di rompere il silenzio e spiegare il perchè di questa scelta. Tre anni dopo la sua cacciata da Mediaset, dopo 16 anni in azienda e tanti programmi di successo, la 69enne si è tolta qualche sassolino dalla scarpa.

Barbara D'Urso: "Cacciata da Mediaset per vendetta personale"

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"Tutto si è interrotto improvvisamente nel 2023. Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone: da allora non ho mai ricevuto una spiegazione né un solo messaggio da nessuno", ha spiegato Barbara D'Urso in un'intervista a La Stampa. Pur senza svelare troppi dettagli o fare nomi - tutto emergerà in tribunale, ha assicurato la conduttrice - D'Urso ha ipotizzato di esser stata vittima di una vendetta personale.

Chi è stato a cacciarla? La diretta interessata, nell'intervista, procede "per esclusione": "il pubblico no, gli inserzionisti della pubblicità dei miei programmi assolutamente no… Forse qualche vendetta personale nell’ambiente? E per cosa poi? E comunque il pubblico è attento e sicuramente si sarà fatto una sua opinione", ha proseguito D'Urso, pronta a smentire anche le cifre che, secondo una nota di Mediaset, avrebbe guadagnato nei 16 anni in azienda, 35 milioni di euro: "Qualunque sia la cifra da me guadagnata in 16 anni di lavoro in esclusiva, che non è quella, facendo anche quattro trasmissioni contemporaneamente tra day-time, domenica e prime-time, Mediaset e Publitalia, dal mio lavoro, hanno guadagnato enormemente di più, com’è giusto che sia".

L'attesa per le scuse per il post del 2023

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Tra le richieste dell'ex conduttrice di casa Mediaset c'è anche quella delle scuse per le ingiurie social comparse in un post sul profilo ufficiale Qui Mediaset, di proprietà dell'azienda di Cologno Monzese, su X

Il post in cui D'Urso veniva apostrofata con un epiteto offensivo e degradante era prontamente stato rimosso e l'azienda aveva attribuito il tutto a un hackeraggio: "Non me l’hanno mai giustificato. Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente, e il post era gravemente lesivo e inaccettabile per la mia dignità di madre, di donna e di artista. Aspetto ancora delle risposte adeguate che arriveranno, spero, nelle aule di Tribunale".

Terra bruciata dopo la cacciata da Mediaset?

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Dopo l'improvvisa cacciata da Mediaset - "è stato un fulmine a ciel sereno… Io non ne sapevo assolutamente nulla. In quel periodo stavamo anche trattando con i vertici di Mediaset il rinnovo contrattuale" - la conduttrice sostiene di essere stata isolata e, per questo, di aver perso delle occasioni lavorative importanti: "Mi è stato poi riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me: un trattamento che solitamente si riserva ai traditori, ai vili traditori. E ovviamente ho le prove", ha proseguito l'ex volto di punta dell'azienda.

"Per più di una volta ed esattamente tre, stavo per condurre una trasmissione in prime time in Rai: ci sono state numerose riunioni con i vertici dell’azienda e il responsabile dell’intrattenimento di una grossa casa di produzione, anche durante Ballando con le stelle, quindi fino a pochi mesi fa. In questi tre anni mi erano stati prospettati due progetti editorialmente in linea con l’azienda, sui quali abbiamo lavorato tanto, e improvvisamente sparivano tutti", ha ammesso Barbara D'Urso, pronta a fare nomi e cognomi in tribunale: "Con il mio legale, l’avvocato Federico Lucarelli, abbiamo lavorato per mesi alla preparazione di tutto il materiale necessario: documenti, chat, audio e molto altro, che ricostruiscono con precisione quanto accaduto".

La Gazzetta dello Sport

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