Balogun, il nulla dopo le polemiche. Il popolo Usa tutto per lui, ma alla fine esce a testa bassa

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La sospensione della squalifica lo aveva eletto a simbolo di libertà secondo i tifosi stelle e strisce, ma la difesa del Belgio lo ha annullato

Pur di averlo in campo, l'America trumpiana ha spostato le montagne e il telefono della Casa Bianca ha squillato forte e al numero giusto, ma Folarin è pur sempre Balogun: un attaccante di talento, non l'uomo del destino. In un pomeriggio disastroso per l'orgoglio americano, il centravanti di Pochettino si è sciolto dentro a una storia molto più grande di lui: strattonato da politica, diplomazia e leggi stiracchiate oltre ogni regola, è rimasto da solo in mezzo all'area di rigore e lì i difensori del Belgio lo hanno sbranato.

contrappasso

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In realtà, è andata a fondo tutta la banda di Pochettino, mai così timida in questo Mondiale. L'Usmnt, come la chiamano qui, secondo l’acronimo United States Men's National Team, era arrivata agli ottavi di Seattle con ambizioni gigantesche, anche perché in campo aveva mostrato fame e aggressività secondo taglia americana, quindi XXL. Contro i belgi, invece, la squadra è sembrata paralizzata e chissà se, per assurdo, il caso Balogun abbia prodotto l'effetto opposto rispetto a quello sperato dal presidente della nazione: la squadra rivale ha avuto un boost di motivazione dalla mancata squalifica e si è ritrovata proprio nel momento più insperato, mentre gli americani non hanno retto alla pressione della polemica mondiale. Sono stati sopraffatti dal nervosismo di chi sa di avere addosso gli occhi, e pure i giudizi, del pianeta. 

capopopolo

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In generale, nelle ultime 36 ore sono cambiate le vibes attorno agli Stati Uniti e anche attorno al loro centravanti, il migliore della compagnia fino a oggi con tre reti segnate. Stavolta, però, “Balo” non è mai stato innescato e lui stesso non è riuscito a costruirsi occasioni degne, soprattutto nel primo tempo. L'unico movimento notevole è arrivato quando si è procurato una punizione dal limite dell'area: in quel momento Flo è tornato nel ruolo di capopopolo, ha aizzato la folla del Lumen Field e agitato le braccia per chiedere al pubblico di alzare i decibel. Proprio su quella stessa punizione Tillman ha illuso tutti con il fortunoso gol dell'1-1: sembrava un segno divino, ma la luce si è spenta già dopo 115 secondi, quando il Belgio si è riportato avanti con il bis di De Ketelaere.

 Folarin Balogun #20 of the United States is consoled by Rudi Garcia, Head Coach of Belgium, after the FIFA World Cup 2026 Round of 16 match between USA and Belgium at Seattle Stadium on July 06, 2026 in Seattle, Washington.   David Ramos/Getty Images/AFP (Photo by David Ramos / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

trump dance

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Nello stadio elettrico di Seattle Balogun ha almeno vinto la sfida simbolica con Christian Pulisic, chiamato "Capitan America" anche per l’amore della gente. Eppure, per una volta, il più tifato era proprio l'attaccante del Monaco, perfino più dell'idolo rossonero. Attorno a lui si vedevano maglie numero 20, cori dedicati e striscioni sparsi: su uno c'era scritto "The Land of Freedom", con sotto il faccione di Flo, teoricamente "liberato" da Trump e Infantino, almeno secondo la vulgata maggioritaria in città. Pure nel secondo tempo, però, Balogun è rimasto intrappolato nella stessa gabbia, emotiva e tecnica: è stato incapace di essere pericoloso e, come tutti gli altri, di giocare con animo leggero. L'unica occasione vera, e anche ghiotta, gli è capitata sul sinistro quando il punteggio diceva 3-1: si è sistemato il pallone e, tu per tu con Courtois in posizione defilata, ha calciato con il mancino, ma il portierone belga ha piazzato le mani nel posto giusto. Quando nel recupero è stato sostituito, Balo è uscito a capo chino e quell’istantanea è diventata l'immagine perfetta di una partita che gli Stati Uniti avevano probabilmente perso ancora prima di giocare. Appena si è seduto in panchina, l’uomo della bufera ha pure visto Lukaku ballare la Trump Dance dopo il 4-1: una beffa per tutti, per lui di più.

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