L'inglese felice per la vittoria ritrovata: "Periodo difficile, ci siamo rimessi in carreggiata. Ho gestito ma anche spinto al limite ogni giro". Kimi: "All'inizio troppo entusiasmo mi ha fatto commettere troppi sbagli, sono entrato nella festa troppo tardi"
George Russell e l’istinto del vincente: "Yabba Dabba Doo!". Non solo un grido: qui non siamo nelle caverne dei Flintstones. Il suo slancio è emozione: si fa voce e si materializza sul podio. "Le gare difficili ti mettono alla prova, gli ultimi due weekend sono stati vitali per ricordarmi che sono capace". Il successo nel GP d’Austria rimette il ragazzo di King’s Lynn, in Inghilterra, nel posto in cui voleva essere: davanti a tutti. Non è confuso, è solo felice. Per lui è il secondo successo della stagione, il settimo della carriera. Ma quel che conta, soprattutto, è che la sua Mercedes può lottare con quella del compagno-rivale Kimi Antonelli su tutto, anche sul titolo mondiale.
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"Sono felice di tornare sul gradino più alto del podio, ci siamo rimessi in carreggiata dopo un periodo difficile dal punto di vista del rendimento", dice Russell. Una gara ben gestita, giocata secondo la carta più importante: l’autorevolezza. "Non vedo l’ora di bere lo champagne", dice. Sul podio Russell è davvero felice, tanto da lasciarsi andare a qualche sorriso in più del solito. L’abitacolo era caldo, "ma ho gestito ogni giro, anche se ho dovuto sempre spingere al limite". E arriva anche una battuta su Kimi: "È stato veloce, come lo è stato per tutta la stagione". Ma certo, ammette Russell, "adesso non vedo l’ora di andare a Silverstone, davanti ai miei tifosi".
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Sulla pista di casa sarà un’altra storia e Russell si augura sia ancora più bella di quella vissuta qui, in Austria. Intanto, le Mercedes continuano a mostrare di essere forti, quasi imbattibili. Aduo o non Aduo, qui non c’è nessun dilemma. Le Frecce d’Argento vanno forte. E lo dimostra anche il terzo posto di Kimi Antonelli. L’italiano ha iniziato così così: "Sono stato troppo entusiasta e ho commesso troppi errori". In effetti Kimi ha dato gas cercando anche traiettorie un po’ arzigogolate, ardite, difficili. Poi è arrivato il reset: "Ho resettato tutto e ho trovato il passo". Gli ultimi giri per Kimi sono stati forse quelli più incisivi di tutto il Gran Premio al Red Bull Ring. Un po’ tardi, forse, per ribaltare la situazione che avrebbe potuto regalargli un podio diverso, magari il secondo posto, conquistato da un ottimo Verstappen su Red Bull. Lo sa anche Kimi, che ammette: "Sono entrato nella festa un po’ troppo tardi. Con tre, quattro giri in più sarebbe stato diverso". Però ci si accontenta: in fondo la corsa verso il successo è ancora lunga.


