Antonelli-Hamilton, due generazioni per due sogni mondiali. E la F1 si infiamma

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Dopo 7 GP il campionato sta delineando al vertice il duello tra il giovane fenomeno della Mercedes e il pilota più vincente di sempre, che vuole l'ottavo titolo a bordo della Ferrari. Kimi è nato quando Lewis stava per iniziare la prima stagione in F1: a 20 anni di distanza stanno per regalare una stagione indimenticabile   

Giusto Ferronato

Giornalista

16 giugno - 21:46 - MILANO

In Cina, appena dopo la prima vittoria della carriera, nella tradizionale conferenza stampa dei tre piloti del podio, Kimi Antonelli si era ritrovato con George Russell, secondo classificato, e Lewis Hamilton, terzo. E’ stata la prima volta che Kimi e Lewis si sono seduti vicini in quelle vesti, a loro modo un piazzamento iconico per entrambi: per il 19enne bolognese era il primo successo in F1, per l’inglese il primo podio da pilota della Ferrari. In quell’occasione Lewis guardava da vicino il talentuoso (e appena vittorioso), ragazzino che aveva preso il suo posto alla Mercedes. E non potè fare a meno di commentare: “Ma quando sei nato? Nel 2006? E’ folle, è quando sono arrivato alla F1”. Il cammino di Hamilton sarebbe iniziato nel 2007 con la McLaren, sfiorando subito il titolo, tra l’altro. 

doppio sogno

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Oggi, 20 anni dopo, fa specie pensare che quei due siano al primo e secondo posto nel Mondiale con un sogno enorme cui (purtroppo per quest'anno)  almeno uno dei due dovrà rinunciare: Kimi vuole vincere il primo titolo per l’Italia dai tempi di Alberto Ascari. Lewis, dopo 106 vittorie e 7 titoli, vuole fare suo l’ottavo, da ferrarista, impresa mai riuscita a nessuno. In quel momento si è ribaltata l’immagine del 2018, quando Kimi ammirò il super campione del team di Brackley sulla griglia di Monza: Kimi era solo un "grid-kid" di 12 anni quando strinse la mano a Lewis sussurrandogli: “Ricordati che sei il migliore”. Antonelli (19 anni) contro Hamilton (41) non è solo una sfida generazionale, è qualcosa che può trasformare questa stagione della F1 in un momento indimenticabile. Non è la sfida tra il più giovane e il più anziano della griglia perché all’anagrafe Fernando Alonso (43) e Arvid Lindblad (18), li battono di poco. Ma il duello tra il detentore dei record di vittorie della F1 e il teenager che lo ha sostituito a Brackley, è degno di una sceneggiatura hollywoodiana, Liberty Media non avrebbe potuto chiedere di meglio. Materiale che infiammerà i prossimi GP. 

la rinascita

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Hamilton a 41 anni è stato capace di regalare una delle storie di rinascita più belle della F1. Dopo un 2025 tormentato, con l’arrivo e l’ambientamento non facile in un contesto come quello del Cavallino, a lui del tutto ignoto, Lewis ha saputo ricostruire la propria tenuta mentale. I tanti risultati negativi dopo le enormi aspettative seguite dall’ingaggio della Ferrari avevano minato anche un po’ la sua autostima. Si spiega anche così quel “grazie per avermi sempre ricordato chi sono” urlato via radio appena tagliato il traguardo di Montmelo’. E sul podio la celebrazione di questo legame nuovo con la Ferrari, la festa con l’ingegnere Carlo Santi, ribattezzato da Lewis il suo "Bono italiano" per la calma serafica e la precisione chirurgica con cui lo ha guidato via radio. Il rimando a Peter Bonnington, l’ingegnere di pista che lo guidava alle vittorie quando era in Mercedes, è stato il richiamo a un momento felice. Perché Lewis in questo momento è davvero felice. 

ragazzo fenomeno

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Dall'altro lato del ring ci sono però il talento, la freschezza e la furia agonistica di Antonelli, un ragazzo che è già diventato fenomeno planetario. Proprio Hamilton (e un guasto alla batteria) hanno interrotto a 5 la clamorosa striscia di vittorie inanellata dal bolognese: nessun pilota era mai riuscito in una striscia di successi così lunga a partire dal proprio primo trionfo. Antonelli corre con la spensieratezza di chi ha il futuro in pugno, ma con una maturità da veterano che gli ha permesso di gestire la pressione di sostituire un mito come Hamilton. E non inganni la delusione per il ritiro di Barcellona. Questa gara ha mostrato ancora una volta come il suo ritmo fosse superiore a quello di Russell, pressato due volte prima dei pit stop e infine superato di forza nel finale, prima del malaugurato guasto con ritiro. A livello di dinamiche interne Mercedes, malgrado lo zero, è difficile definire il k.o di Antonelli una totale sconfitta. Russell era stato ripreso e sorpassato, dettagli che restano nella testa dei protagonisti. Ma anche nelle telemetrie. Dopo 7 GP, e iniziano a essere tanti, Kimi ha in definitiva dimostrato che la leadership nel Mondiale non solo non è casuale, ma a questo punto è un messaggio più che solido di poter arrivare in fondo. A Montmelo’ l’evoluzione della gara ha impedito di assistere al corpo a corpo tra i due. Ma il Mondiale è lungo e la ritrovata competitività della Ferrari promette di portare i due in rotta di contatto molto presto, magari già a Zeltweg tra meno di due settimane. 

fattore sviluppi

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Nonostante la rivalità in arrivo, la dinamica tra i due è intrisa di una stima profonda, culminata nello straordinario abbraccio nel parco chiuso di Barcellona. Antonelli non ha mai nascosto che Hamilton è uno dei suoi eroi d’infanzia, mentre Lewis vede nel giovane Kimi il riflesso dei propri inizi fulminanti. In classifica, la lotta è ora serratissima: Antonelli guida con 156 punti, seguito da Hamilton a 115. E come detto, il duello dipenderà anche da come Mercedes e Ferrari sapranno reagire e innovare. Attenzione a sottovalutare Hamilton, uno che sta trascinando la Scuderia e non si è preoccupato nemmeno delle conseguenze diplomatiche legate al suo annuncio di preferire la preparazione dei GP bypassando le indicazioni dell’avveniristico simulatore della Ferrari. Non è un mistero che la cosa, internamente, abbia fatto storcere il naso a non poche persone. Ma da domenica ha ragione lui. I risultati e la coesione del team, che crede in lui, sono diventati improvvisamente un fattore. Che Toto Wolff teme (“Quando Lewis sente l'odore del sangue, si mette in moto...”). In più, già in Austria, la Ferrari porterà i primi sviluppi alla power unit consentiti dall’ADUO, il programma di aggiornamenti per i costruttori più “indietro” a livello di prestazione del motore endotermico. L'Italia dei motori, che tifa sia Kimi sia Ferrari, sogna di festeggiare in ogni caso. Dai Zeltweg, sbrigati ad arrivare...

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