(di Giampaolo Grassi)
Quattro per uno, un po' come le
offerte o anzi i moschettieri. Le manovre di convergenza sono
iniziate. Varie anime del centro stanno cominciando a ragionare
su un "coordinamento politico", che potrebbe partire già nei
prossimi giorni con un tavolo. Ad annunciarlo è stato Alessandro
Onorato, fondatore di Progetto civico. L'obiettivo è mettere
insieme qualche realtà ora sparsa: ci saranno anche il
segretario di Più Europa Riccardo Magi, quello del Psi Enzo
Maraio e il fondatore dei comitati Più Uno Ernesto Maria
Ruffini. Magari chissà, potrebbe uscirne anche una foto sullo
stile di quella del campo largo, dove c'erano i leader del primo
blocco della coalizione progressista: Elly Schlein (Pd),
Giuseppe Conte (M5s), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs).
All'appello del tavolo centrista manca il presidente di Iv,
Matteo Renzi. Che ha già lanciato la sua sfida ai concorrenti:
"Noi ci siamo - ha detto - se altri del centro vogliono fare una
cosa diversa lo facciano. Chi rappresenta questo mondo lo
decideranno gli elettori". Per la verità, Magi non esclude il
dialogo con Renzi. Ma pone delle condizioni. A lui come agli
altri.
La prima è dettata da un'emergenza delle ultime ore:
l'approvazione in Commissione alla Camera di un emendamento alla
legge elettorale ribattezzato "anti Vannacci" ma che, di fatto,
mette i bastoni fra le ruote anche e soprattutto a Più Europa,
imponendole una difficoltosa raccolta firme per presentarsi alle
elezioni. L'esclusione di una forza politica con un criterio che
non ha a che fare con i voti è per Magi un attacco alla
democrazia. Per questo, per stringere alleanze - al centro come
a sinistra - chiede di condividere la battaglia contro quella
norma. Il primo chiamato a rispondergli è proprio Renzi,
risparmiato dalla clausola delle firme e che con l'esclusione di
Più Europa avrebbe un competitor in meno. L'aggregato centrista
potrebbe attrarre qualche personalità per adesso senza una forza
alle spalle. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi è da sempre
fra gli sponsor del Progetto civico di Onorato, ha anche aperto
l'assemblea nazionale del neonato partito, il 12 giugno all'Eur
a Roma. Ma ci sono in ballo anche figure come l'ex capo della
polizia Franco Gabrielli o il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
"Arriveremo rapidamente a una sintesi - ha detto Onorato -
Creiamo un nostro contenitore". Un test saranno le primarie: se
va in porto la nuova legge elettorale "il centrosinistra le farà
- ha detto Onorato - Noi non siamo per partecipare al dibattito
fra Schlein o Conte, metteremo in campo un nostro o una nostra
candidata". Con tanti leader e tante leader a dividersi i
centristi, la scelta non sarà facile né indolore. La sindaca di
Genova Silvia Salis se ne tiene fuori: "Ho sempre detto che
continuerò a fare il mio lavoro da sindaca", ha ripetuto. Oltre
alla casa riformista di Renzi e al nascituro coordinamento, al
centro ci sono forze, come Azione o lo Spazio pubblico di Pina
Picierno, intenzionate a costruire un polo a sé stante rispetto
a centrodestra e centrosinistra. "L'obiettivo resta battere la
destra sovranista di Giorgia Meloni - ha detto Picierno - la
storia, però, insegna che la destra non si batte inseguendo gli
estremismi di sinistra, ma mobilitando le energie della società
libera".
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2 giorni fa
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