Ancelotti già sotto accusa: in Brasile piovono critiche dopo il pari col Marocco

2 ore fa 2

La Seleçao ha faticato e la difesa ha mostrato diverse lacune. In più c’è il tema legato a Endrick, lasciato in panchina per tutto l’incontro

Dice il saggio: il Mondiale “non si vince alla prima partita”, aforisma istantaneo di Carlo Ancelotti nella notte del Jersey Stadium. Però in Brasile non c’è più molta pazienza e, dopo il brutto pari con il Marocco, anche lui è finito nel mirino di critica e opinionisti. Non che sia finita la luna di miele, ma forse le aspettative della gente erano un po’ esagerate. Come se avessero dimenticato che il nostro Carletto è il quarto ct della Seleçao dal Qatar: solo l’Italia sta per fare meglio con il successore di Baldini. Il Brasile di Ancelotti ha subito 12 gol in 13 partite: non ha ancora equilibrio. E il Marocco è semifinalista mondiale 2022, non a caso l’unica africana a raggiungere questo obiettivo: il talento non manca, l’organizzazione è europea. Ma il Brasile che non vince un Mondiale dal 2002 comincia a diventare un problema e Ancelotti non ha la bacchetta magica. In più, oltre a tutti i problemi tecnico-tattici, dal Brasile è rimbalzata una notizia sicuramente disturbante: secondo un giornalista di O Globo, la convocazione di Neymar, ancora infortunato, avrebbe radici politiche. Imposta dall’alto. Cominciamo bene.

haiti già gara chiave

—  

Aldilà delle frasi da conferenza, si vedeva lontano un chilometro che, dopo l’1-1 con il Marocco, Ancelotti era tutto tranne che felice. “Non parlo dei singoli”, ha ripetuto, spiegando convinto come “nel primo tempo eravamo ansiosi, abbiamo perso il possesso palla e c’era poco equilibrio in campo. Il secondo tempo è stato molto meglio; miglioreremo per la prossima partita”. Brasile-Haiti svolta del Mondiale nessuno poteva immaginarlo. Ancelotti, infastidito dalla confusione e forse anche dall’intollerabile freddo della sala stampa, è stato anche sul punto di perdere la pazienza quando un giornalista gli ha rimproverato cambi tardivi. L’ha guardato male e gli ha detto: “Scusa, non so se ho capito bene la domanda: avrei ritardato le sostituzioni? Due a inizio secondo tempo e due dopo altri diciassette minuti: non ho perso tempo!”.

tutti per endrick

—  

I cambi hanno migliorato il Brasile anche perché il Marocco un po’ rifiatava. Matheus Cunha meglio di Igor Thiago davanti. Fabinho più concentrato di Casemiro e anche per Luiz Henrique sarebbe stato difficile far peggio di Paquetá. Ancelotti ha fatto capire che qualcosa cambierà, ma il nome che gli chiedono tutti è Endrick, il diciannovenne del Lione. Gliel’ha chiesto a gran voce anche Tostao, ex gloria della Seleçao e ora columnist della Folha di San Paolo: "Schiera Endrick!". Altri ci sono andati più pesante. Paulo Vinicius Coelho, editorialista del sito Uol, non vuole più veder Casemiro, "lento come un vecchio camion che cerca di scalare una stretta strada sui Pirenei". Carlos Eduardo Mansur, editorialista di O Globo: “Il Brasile sembrava una squadra che non si era allenata molto e che aveva attraversato un periodo caotico. La loro difesa era scadente e sono stati sopraffatti”. Questa sembra una critica diretta a Carletto.

melo attacca

—  

Il Brasile era lento, macchinoso, i reparti scollegati. Tutti avanti e scoperti quando avanzavano con la palla. Mediana a due (Bruno e Casemiro) dominata dai fantasisti del Marocco sempre in superiorità. Persa palla, si vedevano Igor Thiago, Raphinha e anche Vinicius non tornare sempre velocemente. Dal 4-2-3-1 dell’inizio, con i cambi si è passati al 4-2-4. Ma, più che la tattica, ci sono due cose da sistemare: l’atteggiamento da squadra e la scelta degli uomini. Anche Felipe Melo ha attaccato il ct a SporTV: “Ancelotti è uno dei più grandi tecnici della storia, ma non può permettersi di sbagliare e di commettere certi errori. Ha schierato una formazione sbagliata”.

caso neymar

—  

Perché Paquetá in fascia e non un laterale come Luiz Henrique o Rayan? Perché Igor Thiago invece di Cunha o Endrick? Perché neanche un minuto per Endrick? Queste le tre domande chiave della critica che invita ora il ct a fare come Scaloni dopo l’Arabia Saudita in Qatar: la rivoluzione “perché al Mondiale non c’è tempo da perdere”. E ci mancava infine Neymar. Il giornalista di O Globo Lauro Jardim sostiene che Francisco Mendes, figlio del ministro della Corte Suprema Gilmar Mendes, avrebbe confidato ai suoi collaboratori di aver avuto un ruolo nella selezione di Neymar: “Sono stato io a chiamare Neymar”. Francisco Mendes è legato alla federazione e il padre è una figura molto influente. Neymar-gate?

Leggi l’intero articolo