Il tecnico rossonero alla vigilia dell'Atalanta: "Serve energia positiva da parte di tutti per raggiungere il traguardo, gli obiettivi personali vanno messi da parte. Attacco a tre? Può darsi"
9 maggio 2026 (modifica alle 12:55) - MILANELLO (VA)
Conta solo domani. Massimiliano Allegri non pensa alla sconfitta di domenica scorsa a Reggio Emilia o alle prossime due gare contro il Genoa e il Cagliari. Anche il futuro può attendere nonostante una sottolineatura Massimiliano Allegri l'abbia fatta proprio alla fine della conferenza stampa: "La cosa più importante per me sono le prossime 3 partite e per il prossimo anno. Il mio obiettivo è rimanere al Milan il più a lungo possibile". Tanto però passa dal match di domani sera con l'Atalanta: "La condizione atletica in questo momento non migliora con un allenamento in più. L'aspetto mentale è quello che conta e non bisogna perdere la concentrazione o sprecare energie nervose perché siamo in corsa per la Champions. Ci vorrà coraggio domani, perché l'Atalanta vuole tenersi il settimo posto, ma anche a Genova e l'ultima contro il Cagliari. Quello che abbiamo fatto in questi 10 mesi non si può cambiare. Domani inizia un mini campionato di tre partite e abbiamo 3 punti di vantaggio sulla quinta. L'atmosfera dentro a Milanello è sempre stata buona e abbiamo lavorato bene. Quando i risultati non sono positivi è normale che non si possa sorridere, ma sta a noi invertire la tendenza". I tifosi non sono contenti del momento attuale, ma Allegri li ha chiamati a raccolta per domani sera: "Finora c'è solo da ringraziarli perché ci sono sempre stati vicini e hanno riempito lo stadio. Lo faranno anche contro l'Atalanta, in un momento decisivo della stagione. Sarà una partita complicata che arriva dopo una buona settimana di lavoro. Cercheremo di tornare alla vittoria in casa, che manca da tanto tempo. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi per raggiungere l'obiettivo che sarà difficile perché in Italia entrare nelle prime quattro è complicato".
confronti
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Stavolta si è parlato meno di futuro anche se qualche accenno c'è stato: "L'appoggio dei dirigenti? Non sono mai stato da solo e quando ci sono stati incontri e riunioni c'è sempre stato un confronto. A volte le opinioni possono essere diverse, ma questo è normale. L'importante è che tutti lavorino per il bene del Milan perché qui ci sono un dna e una storia vincente da difendere. Abbiamo fatto sempre in modo che la squadra fosse competitiva e puntasse a raggiungere l'obiettivo. Credo che abbiamo creato una buona base per ripartire. Ora serve energia positiva da parte di tutti per giocare in Champions il prossimo anno. Nell'ultimo periodo ci sono mancati i risultati, ma abbiamo ancora il nostro destino in mano. Il ko con il Sassuolo? Domenica scorsa è stata una partita strana nella quale siamo rimasti in dieci dopo venti minuti. Dovevamo evitare il secondo gol preso a inizio secondo tempo... Ora possiamo rifarci. In questi momenti invece di parlare c'è da fare: l'Atalanta non sarà scarica e noi dovremo fare una prestazione ottima per portare a casa il risultato. Domani comunque vada non saremo né in Champions matematicamente, né fuori dalla Champions matematicamente. Ci sarà da lavorare e lottare ancora, ma pensiamo solo all'Atalanta. Un attacco a tre? Può darsi".



