Carlos dopo avere vinto a soli 22 anni l'ultimo Slam che gli mancava: "Troppo stanco per festeggiare. Samu Lopez? Ora ho le persone giuste al mio fianco"
2 febbraio - 15:34 - MELBOURNE
Ma quale festa, non ne aveva le forze. È certo però che Carlos Alcaraz troverà il modo di celebrare come si deve questo Australian Open, settimo major a soli 22 anni, ultimo che mancava all’appello per completare lo Slam di carriera: “Ero senza energie. Sono rimasto con mio fratello e qualche amico a fare un gioco da tavolo poi sono andato a dormire”, niente festa con Nick Kyrgios che si era proposto come organizzatore, meglio fuggire: “Vorrei tanto fare un viaggio. A febbraio fa ancora un po' freddo a casa mia e io amo il bel tempo, la spiaggia, il caldo... Fare un viaggio con la mia famiglia è quello che vorrei, ma non posso…”.
NUOVE STRADE
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Un trionfo, quello del murciano, che vale ancora di più per i dubbi che molti avevano alla vigilia, con il divorzio improvviso dal coach-mentore Juan Carlos Ferrero che aveva lasciato di sasso la comunità tennistica: “Ora ho le persone giuste attorno a me”, aveva detto durante la premiazione. Questa mattina lo spagnolo è stato impegnato nel consueto servizio fotografico post vittoria nel parco Royal Exibition Building. Era toccato anche a Jannik Sinner, nel 2024 e lo scorso anno quando si fece immortalare ad Albert Park, dove si corre il GP di Formula uno che apre la stagione. Lo spagnolo è tornato sulla sua difficile scelta di fine stagione. Difficile ma necessaria: “La vita è fatta di strade diverse, e dopo una stagione che va da gennaio a novembre, bisogna prendere delle decisioni. Abbiamo capito che avevamo bisogno di un cambiamento". Alcaraz, che aveva raccontato di quanto fosse stato difficile ascoltare discorsi negativi sulla sua decisione, ha voluto rendere merito a Samu Lopez, che lo segue ora come capo allenatore: “Mi aiuta molto professionalmente, migliorando i miei colpi e dando molta attenzione agli aspetti tattici, ma sa anche come calmarmi quando qualcosa mi dà fastidio. Questo è molto importante per me, così posso dare il massimo in campo”.
I CAPELLI
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Un gruppo sempre più a gestione famigliare, con il fratello Alvaro che assumerà un ruolo sempre più operativo: “Samu viaggerà per l'80% del tempo, o anche di più. Verrà ai tornei più importanti e, per alcuni, mio fratello sarà da solo". L’importante è che non si porti la macchinetta per tagliare i capelli visto il risultato di New York, quando Carlos si è presentato rasato a zero: “Chi lo sa, mi fido di lui al cento per cento anche se qualche volta coi capelli fa qualche pasticcio”, ha proseguito Carlitos, celebrato da tutto il mondo come un fenomeno senza eguali.
OBIETTIVI
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Dopo la vittoria aveva detto di non voler perdere e quindi volersi prendere quanti più tornei possibili. Un messaggio trasversale a Sinner, uscito in semifinale: “Ho ancora tanti traguardi da raggiungere, ma non saprei metterli in ordine di priorità”. Intanto, a chi gli chiede se si senta già al livello dei Big 3 risponde con un sorriso: “Sto battendo alcuni record molto belli, ma quello che hanno raggiunto questi tre è praticamente impossibile”. Intanto, con le sue magie ha riacceso la passione per il tennis: “Ci sono molti appassionati che sono abituati a vedere il gioco in un certo modo, e cerco di dare loro qualcosa di diverso in modo che chi lo trova noioso o non è mai stato attratto dal tennis possa appassionarsi. Questo è ciò che mi piace, ed è il mio modo di capirlo e di godermelo”.

