Al via l'Open Championship con la sfida Scheffler-McIlroy. Ma Fleetwood sogna l'impresa

2 giorni fa 6

Al Royal Birkdale, vicino a Liverpool, Tommy è l'idolo di casa: "Nel 1998 avevo sette anni ed ero qui a guardare. Oggi invece...". In campo due italiani: Chicco Molinari e Francesco Laporta, al debutto in un major

Matteo Dore

Giornalista

15 luglio - 18:28 - MILANO

Da Phil Mickelson nel 2013 fino a Scottie Scheffler nel 2025, tutti i 12 ultimi vincitori dell’Open Championship lo hanno fatto per la prima volta, la serie più lunga di “first time winners” da quando The Open fu inventato nel lontanissimo 1860. Del resto dei 91 giocatori che hanno conquistato la Claret Jug in 153 edizioni solo 27 sono riusciti a ripetersi. Anche questo fa parte del fascino di un torneo che sta al golf come San Pietro sta alla religione cattolica, con la differenza che le chiese del golf britannico sono tante, e ogni anno ci si sposta da un tempio all’altro. Questa volta siamo al Royal Birkdale di Southport, a pochi chilometri da Liverpool. Un links difficile e spettacolare che ospita The Open per l’undicesima volta, un posto che contribuisce a creare leggende. Infatti, i nomi dei vincitori sono tutti speciali, da Peter Thompson, il primo nel 1954 poi capace di ripetersi anche nel 1965, ad Arnold Palmer nel 1961, da Lee Trevino nel 1971 a Tom Watson nel 1983 fino a Jordan Spieth, l’ultimo ad aver festeggiato qui a Birkdale nel 2017.

la sfida infinita

—  

Tra i protagonisti più attesi dei 156 partecipanti, c’è ovviamente Scottie Scheffler che si presenta nel doppio ruolo di defending champion e di numero 1 al mondo. Per il 30enne nato a Ridgewood (New Jersey), ma texano di adozione, quest’anno una sola vittoria (The American Express) e otto volte in top 4 (2° al Masters, 4° nello US Open). Scheffler per fare il bis all'Open dovrà vedersela soprattutto con il suo grande rivale, Rory McIlroy, numero 2 al mondo, che quest'anno si è già tolto la straordinaria soddisfazione di rivincere il Masters dopo il trionfo del 2025 che sancì la conquista del Grande Slam in carriera. Rory ha già vinto l'Open nel 2014, a pochi chilometri da qui, al Royal Liverpool e ovviamente punta al successo anche nel quarto ed ultimo major stagionale.

idolo di casa

—  

Ma a Southport il tifo sarà tutto per il beniamino di casa: Tommy Fleetwood. Il 35enne, numero 9 al mondo, non è ancora riuscito a conquistare un major e ovviamente riuscirsi proprio dove ha mosso i primi passi da golfista sarebbe un sogno. L’ultimo inglese capace di imporsi in un’edizione del The Open in Inghilterra fu Tony Jacklin nel 1969 e l'attesa che Fleetwood copi il successo di Jacklin è enorme. Tommy era presente come spettatore, quando aveva appena sette anni, qui al Royal Birkdale nel 1998, allora vinse l’americano Mark O’Meara che rubò la scena a un giovanissimo Justin Rose che arrivò secondo. Qui Fleetwood è di casa, è nato proprio vicino al campo, si narra che il giovanissimo Tommy passasse tra i cespugli per entrare in campo e giocare in libertà, senza pagare. Ma certe voci sono forse un po’ esagerate: “L’ho fatto una o due volte”, ha detto sorridendo durante la conferenza stampa di lunedì, ma è certo che conosca questi fairway meglio di molti altri. Nel 2017, tuttavia, nell’unico Open che ha disputato qui in precedenza, la pressione ha avuto la meglio su di lui nel primo giro, quando ha totalizzato un brutto +6. Il venerdì Fleetwood si era poi ripreso con “uno dei migliori giri che abbia mai giocato” per superare il taglio, per poi realizzare un brillante 66 sabato, mentre tre anni fa si è classificato tra i primi dieci al Royal Liverpool. “Ho tutte queste esperienze a cui attingere e tutti questi obiettivi a cui puntare - ha detto - È un sogno assoluto giocare qui nella mia città natale davanti a persone che sono tutte qui per sostenermi. Ci sono solo aspetti positivi. Se ripenso a me stesso quando ero un ragazzino di sette anni, l’idea di giocare in un Open a Birkdale era incredibilmente speciale. E credo che se non te lo godi, in un certo senso deludi te stesso. Mio figlio, Frankie, ha otto anni, più o meno la mia età quando l’Open si tenne qui nel 1998. Lo guardo e mi rivedo in lui. È sicuramente in quei giorni del 1998 che sono iniziati, in un certo senso, i miei sogni di diventare un golfista di successo”. 

due italiani

—  

In campo ci sono anche due italiani: Francesco Molinari e Francesco Laporta. Chicco si presenta come past winner in virtù dello storico successo del 2018 quando sul percorso del Carnoustie Golf Links, in Scozia, fu il primo azzurro nella storia a imporsi in un major. Per lui  sarà la 384esima gara sul circuito europeo e la 18esima volta che disputerà il The Open. Nell’ambito degli altri major, Francesco - confermato vicecapitano del Team Europe della Ryder Cup per la terza volta consecutiva al pari del fratello Edoardo - ha disputato 12 Masters (5° nel 2019), 14 US PGA (2° nel 2017, 6° nel 2018, 10° 2009), 14 US Open. é invece al debutto assoluto in un major Francesco Laporta, 35enne di Castellana Grotte (BA), che ha conquistato il diritto di partecipare grazie al secondo posto nell’Investec South African Open a marzo. Nella sua esperienza come pro, ben 190 gare giocare sul DP World Tour e 152 sull’HotelPlanner Tour (circuito nel quale ha conquistato tre titoli e ha vinto l’ordine di merito nel 2019).

Leggi l’intero articolo