Addio a Oscar, leggenda del basket. È morta a 68 anni la Mano Santa che fece grande Caserta

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L'ex stella brasiliana arrivò in Italia nel 1982 con la Snaidero dove restò sino al '90 passando poi a Pavia. Era malato da tempo di un tumore al cervello

17 aprile 2026 (modifica alle 22:26) - MILANO

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Se ne è andato Oscar Schmidt, uno dei più grandi realizzatori che il basket abbia mai conosciuto. Il brasiliano è morto oggi a 68 anni, a Santana do Parnaíba, nell'area metropolitana di San Paolo, dopo essersi sentito male. La causa del decesso non è stata resa nota ma l'ex stella di Caserta, dove arrivò nel 1982, e Pavia era malato da tempo per un tumore al cervello. In un comunicato, la famiglia di Oscar ha espresso il proprio cordoglio e ricordato la sua carriera. La veglia funebre e la sepoltura saranno riservate ai familiari e agli amici più stretti.

comunicato

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"È con profondo rimpianto che annunciamo la scomparsa di Oscar Schmidt, uno dei più grandi nomi nella storia del basket mondiale e una figura di immenso valore umano e sportivo - si legge nel comunicato -. Per oltre 15 anni Oscar ha affrontato la sua battaglia contro un tumore al cervello con coraggio, dignità e resilienza, rimanendo un esempio di determinazione, generosità e amore per la vita". Conosciuto come "Mano Santa" e l'eterno numero 14 della nazionale brasiliana, è stato una delle figure principali che hanno contribuito a diffondere il basket nel paese. In cinque partecipazioni alle Olimpiadi – Mosca 1980, Los Angeles 1984, Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996 – ha segnato 1093 punti, diventando il miglior marcatore di tutti i tempi nella storia dei Giochi. Oscar è considerato uno dei migliori giocatori di sempre, ed è stato inserito nella Hall of Fame della Fiba e in quella di Springfield.

inizi

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Il sogno di Oscar era quello di diventare un calciatore, ma a causa della sua altezza, passò al basket. A Brasilia, iniziò alla Scuola Salesiana, sotto la guida dell'allenatore Zezão, per poi passare all'Unidade Vizinhança Club. Nel 1974, all'età di 16 anni, si trasferì a San Paolo e iniziò a giocare nella squadra giovanile del Palmeiras. Dopo essersi distinto, fu convocato nella nazionale giovanile brasiliana e, successivamente, in quella maggiore. Attirò l'attenzione dell'allenatore Claudio Mortari, che lo portò al Sírio. Nel 1979 vinse il Campionato mondiale per club Fiba, il suo primo titolo importante. L'anno successivo partecipò ai Giochi Olimpici di Mosca con la nazionale brasiliana, che si classificò al quinto posto. 

caserta

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Nel 1982 fu il leggendario gm della Juvecaserta, Giancarlo Sarti, a portarlo in Italia, su segnalazione di Boscia Tanjevic. Intuizione geniale perché nel nostro campionato Oscar divenne un iradiddio, immarcabile. Gli bastava alzare le braccia, con quel rilascio rapido, la palla finiva la sua dolcissima corsa sempre in fondo alla retina. In 11 stagioni tra Caserta e Pavia realizzò 13.957 punti: nessuno straniero ha fatto meglio, solo Antonello Riva - nella classifica di tutti i tempi - gli sta davanti (ma ha giocato più partite). Media nel campionato italiano: 34,6 punti per gara.

La Gazzetta dello Sport

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