In settimana gli incontri con la componente dell'Associazione calciatori, che ha il 20%. Via libera della Lnd per il suo presidente
I ritmi sono già serratissimi. Da una parte Giovanni Malagò, dall’altra Giancarlo Abete. Il primo è stato scelto lunedì dalla Lega Serie A come candidato alla presidenza della Figc, ottenendo l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio di Claudio Lotito. Il secondo giusto ieri ha ottenuto il via libera dal Consiglio direttivo della Lnd, la Lega dilettanti di cui è presidente, per avere «la stessa titolarità di Malagò» (parole sue) a concorrere per la poltrona più importante del calcio italiano. Manca poco meno di un mese alla chiusura delle candidature e oltre due per le elezioni, ma si va avanti decisamente spediti. Malagò ha già in tasca il mandato della maggioranza (anzi della quasi totalità) di una delle componenti federali così come vuole lo Statuto Figc e adesso - sentendo anche chi a giugno lo voterà - stilerà il suo programma per ripartire con nuove basi. Per l’incarico ufficiale ad Abete occorre invece aspettare qualche giorno: i delegati che devono esprimersi sulla sua candidatura sono 99 e si è deciso di procedere con una raccolta firme accompagnate da documento d’identità. Una procedura per cui serve un minimo di tempo. Ma l’ex presidente federale, che si dimise dopo l’uscita dell’Italia dal Mondiale brasiliano del 2014, sta comunque lavorando sul suo programma, che si svilupperà su due fronti: uno corporativo dedicato ai Dilettanti, l’altro sistemico per mettere insieme una serie di riforme a vantaggio di tutto il calcio italiano.
Aic e allenatori
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Ma quello su cui i due candidati, anzi quasi candidati visto che nessuno lo è ancora formalmente, si stanno dando un gran da fare sono i contatti con le componenti per individuare possibili - e necessarie - alleanze. In particolare con una, l’Assocalciatori. La componente guidata da Umberto Calcagno, che con Gravina era vicepresidente vicario, è stata spesso l’ago della bilancia delle elezioni federali e tutto fa pensare che sarà così anche stavolta. Il motivo? Come “peso” elettorale è seconda soltanto alla Lnd. I Dilettanti il 22 giugno esprimeranno il 34% dei voti, l’Aic il 20%. E considerato che va quasi sempre a braccetto con gli allenatori, che hanno il 10%, si arriva a un ambitissimo 30% che per raggiungere il 51% delle preferenze può fare tutta la differenza del mondo. In quest’accelerazione generale ecco dunque gli incontri già fissati per questa settimana con Malagò e Abete. Calcagno e i suoi ascolteranno proposte e programmi per poi orientare il proprio voto. Quel che è certo è che l’ex presidente del Coni è un profilo apprezzato dai calciatori, sia sotto il profilo sportivo che dirigenziale. Ed è vero pure che l’attuale numero dell’Lnd sull’idea di avere un ex giocatore al proprio fianco è già apparso piuttosto freddo («Dal punto di vista della comunicazione il nome di un calciatore è più attrattivo e più semplice, ma un nome non basta a risolvere i problemi del calcio», ha detto lunedì). Tanto che viene difficile pensare che, nemmeno in caso di un proprio passo indietro, Abete cederebbe il suo bottino di voti a un “uomo di campo”. Anche perché l’Aic, che ovviamente non sarebbe contraria ad avere uno dei suoi alla presidenza, non vuole lanciare candidature. Immaginare chi possa farlo a questo punto non è per niente facile...
La Serie B
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Malagò e Abete hanno in programma incontri anche con Lega Pro e Lega Serie B, che giusto ieri si è riunita in Assemblea. Il presidente Paolo Bedin e i club riconoscono l’importanza politica del segnale inviato lunedì dalla Serie A, con cui soprattutto negli ultimi anni il rapporto è particolarmente solido, ma si è comunque scelto un percorso condiviso, anche per non andare al voto spaccati, sondando entrambi i candidati e presentando un elenco di priorità della Lega, stabilite con i presidenti, per verificarne i potenziali riscontri. I tempi? I più brevi possibili. La corsa alla nuova presidenza stavolta è veloce davvero.



