Un paese tutto in salita come Montepulciano perché così sarà la corsa per arrivare al governo. Le regionali avranno anche fatto capire che la partita è apertissima, ma mica hanno sancito che è già vinta. Anzi. E allora le correnti di maggioranza del Pd hanno scelto questo borgo senese di 15 mila abitanti per cominciare a preparare la sfida. Un punto è fermo: la coalizione parte da M5s e Avs.
Ma un paio di altre questioni avevano bisogno di essere fissate. La prima nasconde un avvertimento proprio all'alleato Giuseppe Conte, che in questi giorni critica la segretaria Pd per la questione di Atreju. Il messaggio che gli è arrivato da Montepulciano è: si metta l'animo in pace, la candidata premier per il centrosinistra sarà Elly Schlein. "Lo statuto del partito - ha ricordato Marco Sarracino, della segreteria Pd - prevede che sia il segretario nazionale a guidarci nella sfida delle politiche". Il secondo avviso però è stato proprio a Schlein.
Lo ha scandito uno dei tre "padroni di casa", Andrea Orlando, leader della corrente Dems: "La nostra leader non è forte solo perché ha vinto le primarie, ma anche perché rappresenta" il Pd.
Quindi: nessuna donna sola al comando, il partito conti di più, serve più confronto. C'è anche un terzo messaggio, ed è stato per i riformisti, la minoranza del Pd che nello stesso giorno si è riunita un centinaio chilometri più su, a Prato: "Sì alle discussioni, no ai posizionamenti tattici".
Cioè: non alzate la voce solo per racimolare qualche posto in lista alle prossime elezioni. La risposta dei chiamati in causa è stata un contrattacco: "Costruire partiti fuori dal Pd" per attirare il voto moderato "pare sia diventata l'occupazione preferita di vari esponenti Pd", ha detto Filippo Sensi, ma "è il Pd la casa dei riformisti, radicali, moderati che siano".
Però: "il riformismo vuol essere rispettato". Insomma, non ci farete fuori per far spazio alla galassia centristra a cui stanno lavorando i vari Ernesto Maria Ruffini e Alessandro Onorato. Il derby dei numeri è a favore di Montepulciano: 1500 iscritti - comunicano gli organizzatori - contro i 400 di Prato. Ma a Montepulciano c'è una maggioranza che, oltretutto, appare in formato XL: a quella originaria dei Dems di Orlando, di AreaDem di Dario Franceschini e degli ex Articolo Uno di Roberto Speranza si è aggiunta una compagine composita formata dai neoulivisti di Anna Ascani e Marco Meloni, dall'eurodeputato Dario Nardella (ora area Franceschini), dal deputato Gianni Cuperlo (si era candidato alle primarie per la segreteria e ha poi sostenuto Schlein al ballottaggio), dalla deputata Debora Serracchiani.
Ospiti sul palco, si sono alternati i segretari della Cgil Maurizio Landini e della Uil Pierpaolo Bombardieri, il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini e poi il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Manfredi è uno dei primi fautori del campo largo, ma non fa parte di un partito. E allora la sua indicazione su chi dovrà essere il leader della coalizione pesa di più: "Schlein è la soluzione naturale", ha detto.
In questa giornata, a Montepulciano c'è stata meno ruggine verso i riformisti di Prato che verso Conte: il modo con cui si è mosso sul caso Atreju non è piaciuto. Però un occhio su Prato c'è stato. "A Montepulciano ci sentiamo pienamente nel campo dei riformisti progressisti - ha detto la senatrice Anna Rossomando - Anche perché i riformismi tiepidi non si sono mai visti". E allora, per marcare il territorio, a Prato Giorgio Gori ha presentato cinque proposte per "rendere più competitivo il tessuto industriale". Destinataria: la segretaria Schlein.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

18 ore fa
2



