639 Cv, ma non fa paura: Audi RS 5, guida al limite a Marrakech

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C’è un momento preciso, durante un hot lap, in cui si capisce davvero che macchina si sta guidando. Non è in rettilineo, non è in frenata. È quando si entra in curva, si prende la corda e si aspetta quella reazione che, su certe auto, può diventare nervosa, brutale, perfino intimidatoria. Sulla nuova Audi RS 5, quel momento è quasi disarmante. Perché non succede nulla di complicato. La macchina si appoggia, resta neutra, precisa e soprattutto facile. E lì si capisce tutto: questa non è una sportiva che vuole metterti alla prova. È una sportiva che vuole farti andare forte. Siamo a Marrakech, pista tecnica, asfalto caldo ma sporco, condizioni ideali per mettere in difficoltà qualsiasi vettura pesante e potente. E invece succede il contrario. I 639 Cv del sistema ibrido non arrivano come un pugno, ma come una spinta continua, piena, immediata. Merito dell’elettrico, certo, ma anche di un lavoro enorme sull’equilibrio generale della vettura. La trazione integrale è il vero centro di gravità dinamico: lavora in modo talmente pulito che il sottosterzo è ridotto al minimo, quasi annullato. Si entra forte, si chiude la traiettoria senza correzioni e si esce come un missile, con una motricità che sembra inesauribile. Non c’è mai quella sensazione di lotta tra pilota e macchina. Qui si viaggia in armonia. E poi c’è il tema più delicato: il peso. Sulla carta c’è, e anche tanto. Ma nella guida reale viene letteralmente mascherato. Non sparisce, sarebbe ingenuo dirlo, ma viene reso irrilevante da una combinazione di fattori: risposta immediata dell’acceleratore, sterzo diretto, impianto frenante sovradimensionato che annulla le inerzie in ingresso curva. In frenata si arriva forti, molto forti, e la macchina si pianta con una sicurezza quasi irreale. Non c’è quella progressiva sensazione di affondamento tipica delle vetture pesanti. Qui si frena e il resto lo fa la tecnologia. Il risultato è una macchina che riesce a essere due cose insieme. Da una parte una gran turismo vera, comoda, stabile, perfetta per macinare chilometri senza fatica. Dall’altra una sportiva capace di girare in pista con un’efficacia sorprendente, ma senza mai diventare nervosa o selettiva. Ed è proprio questo il punto chiave. Questa RS non è costruita per pochi. Non è una macchina che richiede esperienza estrema o sensibilità da pilota. È una macchina che apre la porta della velocità a molti, rendendo accessibile qualcosa che, fino a poco tempo fa, era riservato a pochi. In un mondo in cui le sportive tendono a diventare sempre più estreme, questa scelta è quasi controcorrente. Ma è anche incredibilmente intelligente. Perché alla fine, il vero lusso oggi non è solo andare forte. È farlo senza fatica.

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