Roma, 24 apr. (Adnkronos) –
Riparte dall’omaggio a George Balanchine, uno dei massimi coreografi del ’900, la stagione di danza del Teatro San Carlo di Napoli che vedrà in scena le étoile, i solisti e il corpo di ballo diretti da Renato Zanella (classe 1961), al suo debutto partenopeo alla guida della compagnia. In cartellone, dal 28 aprile al 3 maggio, “Serenade” su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, “Black Cake” di Hans van Manen, nato su un collage di brani che accosta pagine di Čajkovskij, Leoš Janáček, Igor’ Stravinskij, Pietro Mascagni e Jules Massenet. Infine “Sinfonia n. 7” di Uwe Scholz, creato sulla celebre partitura di Ludwig van Beethoven che Richard Wagner definì “l’apoteosi della danza”. Sul podio, con l’Orchestra del Lirico di Napoli, il maestro Paul Connelly.
Cinque le recite, ciascuna preceduta da un “Incontro agli specchi”: trenta minuti prima di ogni spettacolo, il direttore del Balletto Renato Zanella incontrerà il pubblico nel Salone degli Specchi per un’introduzione alla soirée tra storia, musica, aneddoti e curiosità. In occasione della replica di mercoledì 29 aprile (ore 20), nella Giornata Internazionale della Danza, Casa Ronald McDonald promuoverà un’azione di sensibilizzazione a sostegno dell’apertura di una struttura a Napoli – la prima del Sud Italia – che offrirà ospitalità gratuita ai genitori dei piccoli pazienti in cura all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.
“Un viaggio all’interno del balletto neoclassico, affascinante nelle sue molteplici declinazioni e sfumature. Il rigore di ‘Serenade’, l’ironia raffinata di ‘Black Cake’ e la potenza espressiva della ‘Sinfonia n. 7’ mettono in luce la versatilità e il lavoro di precisione del corpo di ballo, oltre alla maestria dei professori d’orchestra”, spiega all’Adnkronos il neo direttore Renato Zanella, forte di un curriculum internazionale. Studi con Rosella Hightower a Cannes, ballerino con Heinz Spoerli a Basilea e nello Stuttgarter Ballett di Marcia Haydée, è stato poi alla guida della compagnia del Teatro dell’Opera di Vienna, del Balletto dell’Opera Nazionale Greca di Atene, dell’Opera Nazionale Rumena di Bucarest, della Fondazione Arena di Verona e più recentemente del Balletto Nazionale Sloveno di Lubiana.
“È un grande regalo della mia vita artistica essere qui a Napoli – prosegue Zanella – anche se ero già stato ospite al San Carlo con due mie produzioni nel 2003 e nel 2017. Ho cominciato a lavorare dal primo giorno: ho seguito gli spettacoli, ho dato lezione alla compagnia. Mi sono sentito subito accolto e ‘benvenuto’. Con il sovrintendente Fulvio Macciardi si è instaurato un ottimo rapporto: insieme vogliamo far crescere questo teatro, rilanciare il brand ‘San Carlo’, partendo dalla stabilità del repertorio e da un dialogo costante tra artisti, maestranze e sindacati. Affrontiamo le cose insieme, niente scontri. È ciò che mi ha insegnato la mia carriera, soprattutto all’estero, in particolare quando dirigevo il corpo di ballo dell’Opera di Vienna”.
Zanella elogia anche il lavoro della precedente direzione. “Vedo che i ragazzi stanno lavorando bene. La mia ricetta è semplice: aumentare gli spettacoli in sede e soprattutto le tournée, dare spazio ai giovani autori – come accadeva con William Forsythe a Francoforte – e costruire un rapporto diverso con il pubblico, più tradizionale e più sensibile alla musica. Non è un caso che in stagione ci sarà anche la mia recente ‘Sagra’ stravinskiana”.
Come già accade alla Scala con Frédéric Olivieri e al Teatro dell’Opera di Roma con Eleonora Abbagnato, anche al San Carlo è stata scelta un’unica direzione per la scuola. “È importante avere un’unica guida – ribadisce Zanella –. Mi dispiace che in Italia, diversamente da altri Paesi, non ci sia la possibilità, dopo il diploma, di far entrare i giovani allievi direttamente in compagnia. Spero che in futuro ci siano nuovi meccanismi di assunzione”.
E aggiunge alcuni numeri: “Al momento abbiamo 130 ragazzi, li porteremo a 200, e solo per la propedeutica sono arrivate circa 180 domande. Sono soddisfatto, anche se c’è molto lavoro da fare. A volte mi sento come un gladiatore nell’arena”, conclude il neo direttore del Teatro San Carlo. “Il mio sogno? Creare una successione artistica anche quando non ci sarò più, e costruire quella continuità che permette di guardare al futuro con lungimiranza”.





