A Gaborone, in Botswana, centrano l’obiettivo i due quartetti femminile (con un probante 3’24”46 della 4x400) e la 4x400 mista. Ai ripescaggi di domenica una 4x100 maschile dimezzata e quella mista
Tre su cinque: è il bilancio azzurro della prima giornata delle World Relays ai 1000 metri di Gaborone, capitale del Botswana, col termometro che nelle ore di gara, tra le 14 e le 17, passa da 27 a 25 gradi. Tre quartetti su cinque superano la qualificazione e approdano alla finale a otto di domenica, conquistando nel contempo la qualificazione diretta ai Mondiali di Pechino 2027. Centrano l’obiettivo le due staffette femminili e la 4x400 mista. Sono invece rimandate ai ripescaggi, sempre in programma domenica, la 4x100 maschile e quella mista, con la 4x400 maschile assente, perché non ammessa e con l’Australia davanti a tutti in 2’57”30.
la formula
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Ogni specialità, in base a un ranking apposito, propone 24 squadre divise in tre batterie da otto: avanzano alla finale e centrano quindi il pass iridato le prime due di ogni batteria, più le formazioni autrici dei due migliori tempi. Domenica, le sedici escluse - prima delle finali - prenderanno parte ai ripescaggi, divise in due batterie da otto: le prime due di ognuna saranno a loro volta promosse a Pechino 2027 (le ultime quattro verranno definite in base alla lista 2027). Un dicorso a parte per le staffette miste: le prime sei della finale avranno accesso anche ai “nuovi” Ultimate Championship, in calendario l’11-13 settembre a Budapest (le ultime due, anche in questo caso, in base alle liste 2027).
4x100 donne
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Quella tricolore è una formazione inedita e per metà molto giovane: pur perse nelle ore della vigilia le indisposte Dalia Kaddari e Alessia Pavese, riesce nell’impresa. Il quartetto è composto da Alice Pagliarini (20 anni), Gloria Hooper, Margherita Castellani (17 anni) e Zaynab Dosso. Le azzurre sono schierate in quinta corsia nella seconda batteria. Pagliarini, finanziera marchigiana, ha una reazione allo sparo da manuale (0”127) e una curva molto solida. Hooper sfrutta la propria esperienza e Castellani, umbra dell’Arcs Cus Perugia, con la 4x100 campionessa europea under 20 in carica e nell’occasione una delle nove debuttanti in Nazionale maggiore (su 30 convocati), tiene testa ad avversarie molto più navigate. L’Italia è nelle posizioni di vertice quando il testimone, che passa a capitan Dosso, neo iridata dei 60 indoor, dovrebbe essere in cassaforte. Za invece, spostata dalla sua consueta prima frazione, accelera prima del tempo e il cambio è lungo, appena all’interno degli spazi consentiti. La reggiana deve ripartire praticamente da ferma. La qualificazione diretta sembra compromessa: la cinese Yujie Chen e la britannica Sibbons sono imprendibili. Le azzurre chiudono terze in un comunque valido 42”94. Ma nel giro di pochi minuti arriva la squalifica della Gran Bretagna per un cambio fuori settore e, di conseguenza, la promozione dell’Italia (ce l’avrebbe fatta anche coi tempi di ripescaggio) che va in finale col sesto tempo di giornata dietro a Giamaica (41”96), Spagna, Canada, Germania e Cina.
4x400 donne
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Rebecca Borga, Virginia Troiani, Alessandra Bonora e Alice Mangione fanno un exploit: seconde nella seconda batteria alle spalle del Canada, con un probante 3’24”46 firmano il terzo tempo nazionale all-time (a 1’06” dal primato degli Europei di Roma 2024) e il quinto complessivo. Borga cambia per seconda-terza, le altre mantengono senza particolari affanni la posizione. Assenti gli Stati Uniti. meglio fanno solo Gran Bretagna, Norvegia, Canada appunto e Spagna. Sembrano esserci margini.
4x400 mista
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A proposito di 4x400 femminile… E dire che due come Anna Polinari (in seconda frazione) ed Eloisa Coiro (in quarta) vengono schierate nella mista: insieme a Lorenzo Benati (in prima) e a Vladimir aceti (in terza) centrano a loro volta l’obiettivo. Gli azzurri sono terzi nella terza batteria e, con 3’10”60 primi ripescati col sesto tempo del lotto. Brillano tutti, in particolare Coito che è quinta in uscita dall’ultima curva, ma ha la freddezza di rimaere alla corda e la capacità di infilare sul rettilineo la francese Maraval e la sudafricana Viljoen.
4x100 uomini
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Con le note assenze di Marcell Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta, il quartetto è il più logico: Samuele Ceccarelli, Filippo Randazzo, Fausto Desalu, Chituru Ali. Le frazioni sono di qualità relativa, i cambi pure. Dell’oro olimpico e dell’argento mondiale di poche stagioni fa al momento resta il ricordo. L’Italia è quinta nella prima batteria in un anonimo 38”74, il 16° tempo di giornata. Domenica entrare tra i quattro che conquisteranno il pass mondiale non sarà semplice. Il Canada (Brown, Blake, Rodney, De Grassi) vola in 37”56, la Germania centra addirittura il record nazionale (37”67), poi c’è il Sudafrica di Simbine (37”68), gli Stati Uniti con una formazione C (37”77) e l’Australia che eguaglia continentale (37”87). In sei, Botswana compreso, stanno sotto il muro dei 38”00. A conferma che le condizioni sono favorevoli.
4x100 mista
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Il format è uomo-donna-uomo-donna. E l’Italia, che deve fare i conti anche con l’assenza in extremis di Diego Nappi, fermato dal mal di schiena, va con i giovani Junior Tardioli, Elisa Valensin, Andrea Bernardi, più la veterana Irene Siragusa. Ne scaturisce un 40”96 che, vista la recente introduzione della specialità, vale la miglior prestazione nazionale, il quinto posto nella prima batteria e l’11° complessivo. Domenica, con anche eventuali cambi di formazione, pensare a centrare il pass per Pechino non sarà impossibile. Davanti a tutti, intanto, c’è la Giamaica delle gemelle Tina e Tia Clayton: il loro 39”99 vale il miglior crono mondial all-time.


