Dopo le scintille nella Sprint tra Russell e Antonelli, il team principal della Mercedes ha citato l'olandese per chiarire ai suoi due piloti come regolarsi in un corpo a corpo. Il team di Stoccarda è chiaro: libertà di correre ma senza incidenti. E se un avversario si avvicinerà...
In Spagna non hanno usato mezze misure: "Russell dichiara la guerra civile ad Antonelli". Lo stesso Toto Wolff non ha minimizzato la questione: "In Mercedes non vogliamo certo una nuova versione di Guerre Stellari". Ma, mettendo per un attimo da parte le metafore belliche, è innegabile che questo GP del Canada abbia segnato ufficialmente l’accensione delle passioni tra George Russell e Kimi Antonelli, ormai consci del fatto che il Mondiale di F1 2026 dovrebbe essere una questione tra loro: i due compagni di squadra del team che dispone della macchina migliore. Tradotto: per due ragazzi che hanno sempre sognato la F1, significa avere l’occasione della vita. In uno sport in cui si dipende fortemente dalla qualità del mezzo a disposizione, tutti sanno che le gerarchie possono cambiare rapidamente. E allora non si cede nemmeno di un millimetro. E se ci si sente penalizzati, ci si fa platealmente sentire via radio, come è accaduto durante la Sprint di sabato, quando il corpo a corpo di curva 1 ha mostrato la durezza di Russell e l’impulsività di Antonelli: "Mi ha buttato fuori, va penalizzato. Se si corre così, buono a sapersi".
principio d'incendio
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Come ha correttamente sottolineato Toto Wolff, comunque, il principio d’incendio è stato ben circoscritto, senza danni gravi in pista. Trattandosi di una Sprint, c’erano pochi punti a rischio. Per chi ha gestito una faida come quella tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg nel 2016, tra l’altro, quella che si è vista è stata tutto sommato una scaramuccia. In più, essendo Kimi e George due ragazzi intelligenti, la gara di domenica ha dimostrato che i due galletti hanno ben compreso le regole d’ingaggio Mercedes. Nel GP abbiamo assistito a 30 giri mozzafiato, con le due W17 incollate e scambi di posizione sempre molto corretti. Anche nel duello in fondo al rettilineo prima dei box, quando le due macchine si sono ritrovate affiancate per pochi millimetri, entrambi sono stati duri in staccata, ma molto puliti. Kimi ha restituito la posizione per il taglio di chicane, pur non sentendosi in torto. Ma ha dimostrato di avere imparato la lezione di sabato, perché sapeva di avere ancora tanti giri, più passo di George e si è così concentrato sul mettere pressione sul rivale, anziché lamentarsi. E, anche grazie alla rottura di Russell, alla fine ha avuto ragione e ha vinto. Ribadendo una delle sue migliori qualità: sapersi subito riabilitare dopo un errore.
così fa verstappen
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Ma allora cosa si sono detti Wolff, Russell e Antonelli e quali sono le regole d’ingaggio della Mercedes? Un retroscena del colloquio chiarificatore porta il nome di… Max Verstappen. Nel vertice d’urgenza convocato dal team principal austriaco con i suoi due focosi piloti, Wolff ha citato esplicitamente il modello del quattro volte iridato olandese della Red Bull, al momento il riferimento assoluto quando si deve analizzare un corpo a corpo su quattro ruote. Secondo le ricostruzioni, Wolff ha posto ai due piloti domande retoriche sull’attitudine del campione olandese: "Max avrebbe lasciato spazio in quella situazione? No. Max avrebbe aperto la porta o lasciato abbastanza spazio in curva 1? Non lo avrebbe fatto". Toto ha così inteso sradicare l’idea che un compagno di squadra debba concedere trattamenti di favore e ha legittimato una difesa intransigente della posizione.
queste le regole
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Russell e Antonelli, tra la Sprint e la gara, hanno detto che il chiarimento è servito e che tra di loro ci sarà "hard racing", un correre duro. Ma con rispetto. I pilastri sono questi. I due devono considerarsi reciprocamente come avversari, senza aspettarsi sconti. Wolff ha chiarito che preferisce gestire dei "leoni" piuttosto che dei "cuccioli", accettando l’aggressività come parte del gioco. Il divieto assoluto è quello di collisione: la libertà è totale, ma la responsabilità di evitare un doppio ritiro ricade interamente sui piloti. In Canada, in quell’ultima staccata ravvicinata, l’attenzione dei due è stata assoluta. E ancora: libertà condizionata dal vantaggio in pista. Wolff ha ammesso che questa possibilità di confrontarsi sarà permessa solo finché il margine sulla concorrenza rimarrà ampio. Se Ferrari o McLaren dovessero avvicinarsi, il team interverrà immediatamente per congelare le posizioni e preservare il risultato collettivo. L’anno scorso le Papaya Rules della McLaren hanno consentito a Lando Norris e Oscar Piastri di arrivare con il risultato in bilico fino all’ultima gara: non sembra quello che vuole rischiare anche la Mercedes. Russell farà dunque bene a sbrigarsi: tra qualche gara, un distacco di 43 punti (o peggio), come quello di adesso, potrebbe voler dire fine delle discussioni e della libertà di competere.


