L'ex centrocampista olandese di Lazio e Inter fa parte
del Technical Study Group, organismo della Fifa per studiare e analizzare le partite in tempo reale: "Sono deluso dall'Olanda che si è snaturata. Ronaldo il fenomeno? Uno dei migliori. Gascoigne? Un leader"
Si chiama Technical Study Group. È un organismo creato dalla Fifa per studiare e analizzare in profondità le partite in tempo reale, aiutando il pubblico a capire i meccanismi delle squadre e le tendenze del gioco. Lo compongono esperti di altissimo profilo, con a capo l'ex portiere della nazionale svizzera Pascal Zuberbühler e la supervisione di Arsene Wenger: ci sono ex calciatori e calciatrici, tra i quali spiccano i nomi di Jurgen Klinsmann e Aron Winter, accomunati dal loro passato nell’Inter.
Winter, che impressione ha avuto di questo Mondiale?
“Finora ottima. Partite divertenti, atmosfera di festa negli stadi. E adesso, dagli ottavi, ci aspettiamo altre emozioni perché diminuirà il gap tecnico tra una squadra e l’altra”.
Le novità regolamentari come l’Hydration break stanno cambiando il gioco?
"Beh, in certi stadi fa veramente molto caldo. Quelle pause ti danno la possibilità di riposarti un po’ e di affrontare quei 25 minuti che rimangono con un po’ più di freschezza. Sono anche momenti che permettono agli allenatori di modificare le proprie tattiche".
E la regola dell’allontanamento di un minuto per i calciatori infortunati?
"Sono favorevole a tutte le norme che eliminano le furbate. In questo senso credo che il calcio stia andando avanti”.
Ha fatto discutere il gol annullato alla Croazia contro il Portogallo per fuorigioco.
“Capisco che certi episodi possano generare dibattito. Ma è stata una decisione giusta, avallata dalla tecnologia. In generale il rendimento degli arbitri al Mondiale è stato soddisfacente”.
Che è successo alla sua Olanda?
“Sono deluso, non lo nego. È stato brutto non tanto perdere, perché contro il Marocco ci poteva stare, ma il modo in cui abbiamo interpretato la partita. L’Olanda ha uno stile di gioco riconoscibile, che si basa sul dominio del campo. Invece abbiamo pensato a rincorrere i nostri avversari e a difenderci”.
Si è dimesso Koeman, infatti.
“Mi dispiace per Ronald. Credo che però le sue dimissioni siano dovute alle ragioni personali che conoscete”.
L’assenza dell’Italia invece come si spiega?
“Mi dà fastidio, mi sembra incredibile. Ma ho una mia teoria: anni fa analizzando un giovane italiano, Inacio, mi sono accorto che aveva numeri da fenomeno. Poi ho scoperto che giocava nel Borussia Dortmund. Come è possibile che l’Italia si lasci sfuggire i propri talenti? E poi un’altra cosa mi colpisce”.
Quale?
“Nel centro sportivo di Coverciano si allena solo la Nazionale A. Le selezioni giovanili lavorano altrove. Perché? Bisogna stare tutti insieme per creare uno spirito di gruppo che duri nel tempo e per aiutare i ragazzi a crescere”.
Lei all’Italia vuole bene: quattro anni alla Lazio, tre all’Inter.
“Sono rimasto legato a entrambe le squadre, senza preferenze. Ho avuto la fortuna di lavorare con due grandi presidenti, Cragnotti e Moratti. Peccato non essere riuscito a vincere a Roma ma l’ho fatto a Milano, anzi sul lago di Como dove abitavo… E avremmo meritato quello scudetto (1997-1998, nda) che ci è stato portato via”.
Sarebbe stato lo scudetto di Ronaldo.
“Uno dei migliori con cui abbia giocato. Ma devo citare anche gli olandesi: Van Basten, Gullit, Rijkaard, che fenomeni”.
E Gascoigne dove lo colloca?
“Grande trascinatore in campo, un vero matto fuori. Tra i tanti aneddoti, ricordo quando tagliò per metà capelli e baffi a un amico per fargli uno scherzo. Ci siamo divertiti tanto insieme”.
Tornerà in Italia?
“Certamente. Sono allenatore e voglio trovare presto una squadra da voi. Qualcosa c’è ma aspettiamo prima di parlarne. Amo il vostro Paese”.


