Wenger spinge per il ritorno al fuorigioco con "luce": sarà testato nel campionato canadese

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Oggi responsabile dello sviluppo globale del calcio della Fifa, l'ex tecnico dell'Arsenal vuole favorire il gioco offensivo e aumentare il numero di gol. Un mese di prova nella Cpl

Che il suo Arsenal fosse (anche troppo) spettacolare, lo ricordano in tanti. E Arsene Wenger anche dopo il ritiro da allenatore continua a spingere per aumentare gioco offensivo e gol. Oggi responsabile dello sviluppo globale del calcio della Fifa, il tecnico francese si era fissato anche con  una rivoluzione della regola del fuorigioco e la sua proposta compie un passo concreto verso una possibile introduzione nel calcio professionistico. Le modifiche su cui spinge Wenger infatti saranno testate a partire dal prossimo mese nella Canadian Premier League (Cpl). 

solo se il corpo...

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Entrato in Fifa nel 2019, Wenger lavora da tempo a una revisione della norma sul fuorigioco e insiste con la regola della 'luce' tra i giocatori, pensata per restituire vantaggio agli attaccanti rispetto all’attuale interpretazione sempre più schiava della tecnologia. Un giocatore sarebbe quindi segnalato in fuorigioco solo se il suo corpo fosse completamente oltre la linea dell’ultimo difensore. Se una parte del corpo dell’attaccante è allineata con quella del difensore, la posizione sarà considerata regolare. Regola sperimentata nel recente passato in tornei giovanili in Italia e in Svezia, ma ritenuta troppo estrema dall’International Football Association Board (Ifab), l’organo che stabilisce le regole del gioco, e che non ha trovato il sostegno della stessa Uefa. 

dopo il 1990

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Questa la spiegazione addotta da Wenger: "Nel 1990, dopo il Mondiale in Italia, si segnavano pochi gol. Fu deciso che non ci sarebbe più stato fuorigioco quando un giocatore era sulla stessa linea del difensore. Nel dubbio, viene favorito l’attaccante. Significa che quando c’è anche solo una frazione, il vantaggio va all’attaccante. Con il Var questo vantaggio è scomparso e ho proposto che, finché una qualsiasi parte del tuo corpo è sulla stessa linea del difensore, non sei in fuorigioco. Ora lo stiamo sperimentando. Tra un anno la decisione sarà presa dall’Ifab".

La Gazzetta dello Sport

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