Walker: "Al Milan non si può dire no. E Ibra ha un'aura incredibile"

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L'inglese parla dei suoi primi due mesi rossoneri al suo podcast settimanale: "Finora non è stata una grande stagione, ma possiamo ancora chiuderla bene"

dal nostro corrispondente Davide Chinellato

3 aprile - 18:30 - LONDRA (INGHILTERRA)

Non saprà ancora pronunciare "sinistra", che confonde con "finestra", ma Kyle Walker ha chiarissimo perché a 34 anni ha scelto di lasciare il Manchester City per trasferirsi in Italia e al Milan. "Se cerchi qualcosa di diverso, ci sono club in Europa a cui non puoi dire di no: il Milan è uno di questi", racconta il difensore inglese nel suo Kyle Walker Podcast, show audio e video di cui ha appena pubblicato la prima puntata Italian attraverso la BBC. Uno in cui il rossonero ammette anche che finora non è stata "una grande stagione", ma che le cose per il Milan possono ancora migliorare.

esempio

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Walker racconta che una delle sue motivazioni principali per andare al Milan è la sua voglia di toccare quota 100 presenze con l'Inghilterra (è a 93). Ma che una volta arrivato in rossonero ha capito subito quale sarebbe stato il suo ruolo in squadra. "Sapevo che avrei avuto gli occhi addosso, che i compagni avrebbero guardato quello che facevo, cercando di emulare la mia routine, di vedere se facevo le cose nel modo giusto. So di dover essere un esempio. Arrivo in questa squadra ad un punto nella mia carriera in cui ho vinto un po' di cose al City e voglio trasmettere l'esperienza che ho accumulato. La qualità che abbiamo in squadra è incredibile: sappiamo tutti che finora non è stata una grande stagione, ma possiamo ancora chiuderla bene. Ma con la qualità che abbiamo dobbiamo assicurarci che qualsiasi cosa succeda la prossima stagione saremo pronti a vincere. E la preparazione comincia ora". Walker racconta che il suo primo giorno nello spogliatoio rossonero ha dovuto cantare una canzone. "Me lo ha chiesto Mike Maignan, o almeno ci ha provato ma gli ho detto che l'avrei fatto lo stesso. Ho cantato Amy Winehouse, sapevo che non ce n'era bisogno ma l'ho fatto per rispetto".

walker su ibrahimovic

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Walker parla a lungo di Zlatan, l'uomo che l’ha portato in rossonero. "Ha un'aura incredibile", dice dello svedese, anche se non abbastanza (scherza) perché si trasformi in un tatuaggio da aggiungere a quelli che raccontano la sua carriera sulla gamba destra. "La sua presenza si sente. Avevo già giocato contro di lui, ma attorno a Milano e al Milan ha un'aura che comanda rispetto da parte di chiunque. Anche dei giocatori: è anche lui ancora un giocatore dentro, ma sappiamo tutti che ha un ruolo diverso ora. Lo prende molto seriamente, ma per quello che ha fatto per questo club e questa città, si merita questo rispetto".

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