Voli intercontinentali, dove dormono i piloti

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I viaggi intercontinentali possono durare anche più di 20 ore, ma chi sta alla cloche per tutto il volo? Per i viaggi più lunghi i piloti si possono scambiare e, così come il resto dell'equipaggio, riposarsi per un tempo prestabilito nelle apposite cuccette, per aumentare la sicurezza durante il tragitto

Michele Floris

18 agosto - 12:15 - MILANO

Nonostante il prezzo, ci sono alcuni spazi di un aereo commerciale che sono inaccessibili anche con il biglietto più costoso ed esclusivo. Sono aree limitate agli addetti ai lavori, dai piloti, ai membri dell’equipaggio di cabina fino ai tecnici che si occupano della manutenzione, il rifornimento e la disposizione dei bagagli nella stiva. Nel corso di lunghi viaggi l’aereo può viaggiare ininterrottamente per anche più di 20 ore, e pure se ai passeggeri questo può sembrare normale, far sì che ci siano sempre due piloti al comando del velivolo è il risultato di una serie di calcoli precisi di regole e turni di riposo. Infatti fino a nove ore di volo i piloti a bordo sono due ma diventano quattro oltre le 12-13 ore di volo. È qui che entrano in scena le cuccette dove si ristorano i piloti tra una sessione di volo e l’altra, seguendo determinate regole e precisi ritmi di lavoro.

cuccette per l'equipaggio: disposizione sui vari modelli

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Una di queste aree off limit sono proprio le cabine dove i piloti così come le hostess e gli steward possono riposarsi durante i voli di lunga durata. Entrando in un grande aereo di linea destinato ai viaggi intercontinentali non capita però di vederne l'ingresso. Questo accade perché le cuccette sono collocate in uno spazio diverso rispetto al corridoio dove sono disposti i posti dei passeggeri. Per raggiungere queste zone solitamente è necessario recarsi presso le estremità del velivolo e superare la cambusa, ovvero lo spazio dove l’equipaggio di cabina sosta solitamente durante il volo e dove vengono preparati i pasti. Raggiunti questi spazi, è possibile arrivare alle cabine solitamente attraverso delle scale ripide e strette che portano verso un altro piano stretto ed illuminato da luci basse e soffuse, dedicato appositamente al riposo dell’equipaggio. È lungo questo corridoio che si trovano le cuccette, la cui posizione esatta varia in base al modello di aereo. Per l'Airbus A350 le cabine sono collocate in un piano superiore, con quelle per i piloti posizionate in prossimità del cockpit, mentre quelle dell'equipaggio di cabina allocate lungo la parte posteriore della fusoliera. Sul Boeing 777 a queste si aggiunge anche una cabina inferiore posizionata all'altezza della terza porta, subito dietro all'ala sinistra, dedicata al ristoro della cabin crew. Sull'Airbus A380, invece, le cuccette per i piloti sono spostati nella zona inferiore ed unite alla cabina di riposo del resto dell'equipaggio, per lasciare spazio ad alcune file extra per i passeggeri.

come riposano i piloti

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Dunque i piloti, così come i restanti membri dell’equipaggio, non dormono a fianco agli altri passeggeri, anche se le cuccette isolate non costituiscono l’unico modo in cui gli ufficiali possono riposare durante il volo. Le strutture dedicate a questa funzione vengono distinte infatti in tre classi, che si differenziano per il grado di comodità e di isolamento che possono offrire. La distinzione tra le tre classi di strutture è utile per stabilire il livello di riposo che i piloti possono ottenere e di conseguenza quale ritmo di lavoro possono sostenere. Le strutture di prima classe sono quelle appena descritte, dotate di lettino reclinabile almeno fino a 80° e posizionate in un’area separata dalla zona dei passeggeri. La seconda classe prevede invece una poltrona reclinabile almeno fino a 45°, con supporto per i piedi e larga almeno 50 cm, separata dall’area passeggeri almeno da una tenda ed isolata dal passaggio di persone nei paraggi. In fine, le strutture di terza classe sono le più semplici, consistono in una poltrona reclinabile fino almeno 40°, con supporto per i piedi e separato da una tenda, purché non sia adiacente ai posti dei passeggeri.

le regole che stabiliscono i turni di lavoro

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Come già accennato, ci sono norme ben precise che stabiliscono i ritmi di lavoro dei membri dell’equipaggio di volo e di cabina. Queste regole sono stabilite dall’autorità di aviazione civile che ha il compito di regolare e sorvegliare l’aviazione civile con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficienza dei voli. Per questa ragione, ogni compagnia aerea fa capo ad un’autorità di aviazione civile in base alla propria residenza geografica. Per le compagnie europee il metro di riferimento è stabilito l’European Union Aviation Safety Agency (Easa), che definisce il quadro normativo europeo a cui poi l’autorità nazionale deve adeguare le proprie regole. È dall’Easa che originano dunque le direttive riguardanti i ritmi di lavoro a cui i piloti di compagnie europee devono adeguarsi. Secondo quanto stabilito dall’Easa, il turno di lavoro massimo (chiamato flight duty period, e abbreviato in Fdp) può prolungarsi in base alla classe di strutture presenti sul velivolo e in base a quanti ufficiali addizionali sono a bordo dell’aereo, fino ad un massimo di 18 ore nelle situazioni in cui è disponibile una struttura di prima classe, dove è necessario riposare per almeno 3 ore e 50 minuti.

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