
Mosca minimizza ma, dalle informazioni trapelate, emerge il fenomeno dell'antibiotico-resistenza
Giacomo Martiradonna
3 aprile - 17:31 - MILANO
Un'ondata di infezioni respiratorie gravi, accompagnate da sintomi insoliti e test negativi per i virus noti, sembra aver preso piede in Russia. Il fenomeno è stato inizialmente descritto su alcuni canali Telegram locali, per poi finire sui media nazionali. In base alle informazioni preliminari, riguarderebbe pazienti in diverse città russe, tutti accomunati da una sindrome respiratoria acuta con febbre persistente, stanchezza marcata e, nei casi più severi, tosse con sangue. Le autorità sanitarie russe minimizzano e attribuiscono i sintomi a infezioni comuni come quelle da Mycoplasma pneumoniae, ma l’attenzione della comunità medica internazionale rimane elevata.
Rospotrebnadzor, l’agenzia federale preposta alla tutela della salute pubblica, ha negato la circolazione di un nuovo agente patogeno nel Paese e ha invitato la popolazione a non cedere all’allarmismo. Ma mentre Mosca invita alla calma, la comunità scientifica internazionale osserva con cautela, in attesa di dati più solidi.
Virus misterioso in Russia: i sintomi
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I casi segnalati mostrano un quadro sintomatologico ricorrente, con esordio di malessere generale, febbre elevata e tosse persistente che, in alcuni pazienti, evolve fino a provocare emissione di sangue. Nelle testimonianze online, i malati riferiscono un peggioramento dei sintomi nonostante cicli completi di antibiotici, il che potrebbe sottendere a una resistenza al trattamento o a una possibile origine virale non ancora identificata.
I test effettuati per influenza A e B, così come per il Sars-CoV-2, danno sistematicamente risultato negativo, il che complica tracciamento e diagnosi differenziale. In assenza di un'identificazione chiara del patogeno, non è possibile escludere nessuna ipotesi, inclusa quella di un’infezione atipica o di una combinazione di patogeni già noti.
Virus in Russia: il monito degli esperti
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Dalla comunità scientifica internazionale arrivano appelli alla cautela, in attesa di poter valutare dati verificabili. L'assenza di informazioni attendibili e la mancanza di trasparenza da parte delle autorità russe rendono difficile valutare la reale portata del fenomeno.
Gli immunologi, tuttavia, ritengono che l’ipotesi più plausibile al momento resti quella di una recrudescenza di infezioni respiratorie note, forse aggravata da condizioni ambientali o da un ceppo meno responsivo ai comuni trattamenti medici. Tuttavia resta impossibile stabilirlo con certezza, in assenza di dati epidemiologici su incidenza, tasso di ospedalizzazione e mortalità. La priorità, dunque, per il momento resta il monitoraggio della situazione.