Il 23enne valtellinese della Visma è l'uomo di fiducia della maglia rosa. Ottavo nella generale e secondo tra i giovani dietro Eulalio, dopo la crisi di Pellizzari può puntare alla maglia bianca
26 maggio - 21:27 - CARì (SVIZZERA)
Alzi la mano chi lo avrebbe pensato al via di Nessebar, Bulgaria, venerdì 8 maggio: Davide Piganzoli è in corsa per la maglia bianca di miglior giovane del Giro d’Italia, e può vincerla. Il 23enne valtellinese della Visma doveva essere un uomo chiave per Jonas Vingegaard in salita e il suo rendimento sta già andato oltre le più rosee aspettative, visto che spesso è proprio l’ultimo uomo del danese e, una volta terminato il suo lavoro, riesce a rimanere con i rivali del capitano in salita. La classifica lo sta premiando, anche perché il suo grande amico Giulio Pellizzari – condizionato da una non perfetta condizione fisica – è andato in crisi e adesso Piganzoli è ottavo nella generale, ma soprattutto secondo nella maglia bianca dei giovani, a 2’17” da Afonso Eulalio. Il terzo, il francese Rondel, è a 4’23” e non sembra rappresentare un grande pericolo anche se sta facendo bene.
gratitudine
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Finora il portoghese è stato bravissimo, dopo aver conquistato la maglia rosa a Potenza che ha difeso con onore fino a sabato a Pila. Però nella terza settimana dovrebbe andare in calando (oggi ha perso terreno) e soprattutto venerdì e sabato il Giro è atteso da due tappe durissime. Piganzoli invece sta continuando a mantenere un ritmo molto alto e, cosa tutt’altro che secondaria, ha incassato oggi delle parole pesanti del capitano Jonas Vingegaard: “Sta facendo un lavoro straordinario per me. Vorrei cercare di ricambiare, cercando di fargli vincere una tappa oppure di conquistare la maglia bianca”.
crescita
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Piganzoli è cresciuto nell’attuale Polti di Basso e Contador e aveva già concluso due volte il Giro d’Italia nei primi 15 prima di effettuare in salto nel World Tour con lo squadrone olandese che da anni lascia il segno nei grandi giri: il suo agente è l’ex pro’ Luca Mazzanti che aveva sempre scommesso, in tempi non sospetti, sul suo talento e su una crescita graduale che lo avrebbe portato a grandi traguardi. In salita Piganzoli è molto forte, non è fermo a cronometro, insomma si può parlare di un corridore completo che è sempre progredito un passo alla volta e senza esagerare. Questo Giro d’Italia può essere davvero la svolta per “Piga”, e se ci fosse pure lui sul podio finale di Roma, con vista sul Circo Massimo, l’Italia avrebbe tanti motivi per sorridere.


