Laerte Salvini
18 marzo - 11:37 - MILANO
Certezze, scommesse e il "caso Italia": il decano del mezzofondo analizza la spedizione azzurra tra ambizioni da medaglia e criticità strutturali
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Il paradosso delle strutture: vincere senza casa
L’atletica italiana si affaccia ai Mondiali Indoor con una consapevolezza nuova, figlia di un triennio d’oro, ma con le solite, ataviche difficoltà logistiche. Per capire cosa aspettarci, abbiamo chiesto a Giorgio Rondelli di farci le "carte" sulla spedizione. Nonostante i successi, l’Italia dell’atletica continua a soffrire sotto il profilo impiantistico. Rondelli non usa giri di parole per descrivere la situazione nazionale: “L'attività indoor in Italia non si riesce a sviluppare bene a livello nazionale, nel senso che, al di là dei campionati, abbiamo solo due impianti realmente funzionali. C’è Ancona al 100% e Padova dove si possono fare gare, ma che non è adatto per ospitare un campionato vero e proprio. Fortunatamente nel prossimo inverno avremo Brescia, che aprirà nuove possibilità. Per ora, i nostri atleti sono costretti a cercare fortuna fuori dai confini: le gare all'estero sono state fatte e sicuramente ci presentiamo con chi può lottare per le medaglie, ma è un miracolo tutto italiano”.
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